Native Americans in Montana

Si contano 7 Riserve Indiane nello Stato del Montana oltre ad una tribù senza terra, i Little Shell. Le tribù che sono presenti nelle Riserve del Montana includono: ASSINIBOINE, APSAALOOKE o CROW, BITTERROTT SALISH, CHIPPEWA, CREE, GROS VENTRE, KOOTENAI, NAKOTA SIOUX, NORTHERN CHEYENNE, PEND O’RIELLE, BLACKFEET, SISSETON-WHAPETON SIOUX, TETON HUNKPAPA SIOUX e YANKTONAIS SIOUX. Spesso tra queste tribù c’è un numero di clan e bande con il proprio retaggio e storia distinta.

La Riserva di Flathead, a nord-ovest del Montana, è attualmente occupata da una confederazione di Tribù, nessuna delle quali porta di fatto il nome di Flathead. Alcune riserve portano il nome della tribù che vi risiede: Blackfeet, Crow, Northern Cheyenne, ad esempio. Altre invece sono conosciute per il nome dell’agenzia indiana di quella determinata zona: Fort Belknap Indian Community Council, Fort Peck Assiniboine & Sioux Tribes.

La tribù dei Blackfeet – Piedi Neri – Southern Pikuni, è solo una parte di un gruppo tribale più ampio, che comprende la Confederazione dei Blackfeet. I Northern Pikuni, i Siksika ed i Kanai risiedono nelle riserve del Canada.

Oggi tutte le tribù hanno creato per l’economia del Turismo un’alleanza, tale da consentire di proporre servizi per alloggi, ristorazione, tour, indirizzati ai visitatori.

Poiché il Montana è uno stato assai vasto, con differenziazione geografica e paesaggistica, il viaggio itinerante con l’approccio verso la cultura e la tradizione dei Nativi può essere spartito in tre sezioni distinte:

  • sud: riserve dei Crow e dei Northern Cheyenne, adiacenti.
  • nord-ovest: riserve Flathead Indian Reservation e la Blackfeet Reservation.
  • nord-est: tre riserve di Rocky Boy, Fort Belknap e Fort Peck.

Le Riserve Indiane del Montana sono parte vitale ed integrante della tradizione dei nativi d’America. Ci sono luoghi dove la cultura nativa indiana può arricchire l’esperienza di viaggio in paesaggi sacri ed incontri annuali (Powwow) con costumi tradizionali indossati e con cerimonie tribali trasmesse da generazioni. Notevole artigianato: riflette il collegamento tra i nativi del Montana ed il mondo della natura. Ci sono una moltitudine di tesori culturali e scenografici nel Montana e nelle sue terre tribali, da rendere il viaggio meraviglioso.

Blackfeet  “Oki” (Browning, Glacier Country) – La Riserva del Blackfeet é confinante con il Glacier National Park, il Canada e le Rocky Mountain; i Blackfeet un tempo erano definiti “Lord of the Plains

Chippewa-Cree“Tansi” (Box Elder, Russell Country) – La Rocky Boy Reservation nel northcentral Montana, vicino al confine con il Canada, é stata chiamata così dal nome del capo Chippewa Chief Stone Child, in maniera incorretta tradotto per evolversi in “Rocky Boy.”

Salish & Kootenai“Xext sxlxalt” (Salish) e “Ki’suk kuykyit” (Kootenai) – (Pablo, Glacier Country) – Queste due tribù confederate compongono la Flathead Reservation sulle sponde del Flathead Lake. 

Crow – “Kahay” (Crow Agency, Custer Country) – Questa tribù si definisce “Apsaalooke” (significa “children of the large-beaked bird) ma fu mal interpretata tanto da renderla con la parola “crow.” Si trova nel sud del Montana, al confine con il Wyoming settentrionale.

Gros Ventre & Assiniboine“A’aninin” (Gros Ventre) e “Nakoda” (Assiniboine) – (Fort Belknap, Russell Country) – Queste due tribù che creano la Fort Belknap Reservation, sono chiamate rispettivamente “The White Clay People” e “The Generous Ones” e risiedono sulle pianure collinari del central Montana.

Assiniboine & Sioux –  “Nakoda” (Poplar, Missouri River Country) – La Fort Peck Reservation, confinante col il Missouri River, é dimora di due nazioni Indiane separate, ognuna composta da numerose bande e divisioni.

Northern Cheyenne – “Haahe” (Lame Deer, Custer Country)L’aspra Northern Cheyenne Reservation al confine con il Tongue River ed adiacente alla Crow Reservation, ospita gli Cheyenne, Notamesehese ovvero “Northern Eaters.”

Vi invitiamo a sfogliare e stampare la guida Seven Lodges, un compendio ampio e dettagliato di tutte le riserve nel Montana, comprensivo di idee per il vostro viaggio.


Il Glacier ed i Nativi d’America

La regione che divenne Glacier National Park fu popolata dai Nativi americani e all’arrivo degli esploratori europei era dominata dai Blackfeet ad est e dai Flathead nelle aree occidentali. Quale maggiore e dominante tribù del Montana, i Blackfeet giocarono un ruolo significativo nella storia di questo stato. Come altre tribù native delle Grandi Praterie, i Blackfeet (Piedi Neri) originalmente vivevano lontano ad est, nella zona settentrionale dei Grandi Laghi; si pensa che giungessero fino al Labrador. Per questo motivo gli antropologi talvolta li classificano quali popolazioni o tribù dei boschi e delle foreste dell’est. Come gli Cheyenne, i Gros Ventre ed altri ancora, i Blackfeet sono membri del gruppo linguistico Algonchino.

Secondo reperti archeologici, i Nativi giunsero nella zona del Glacier, circa 10.000 anni fa. I primi abitanti in linea con le attuali tribù, furono i Salish, i Flathead, gli Shoshone e gli Cheyenne. I Blackfeet arrivarono intorno agli inizi del 18° secolo e presto dominarono le pendici orientali di quello che più tardi divenne il Parco del Glacier, così come le Grandi Praterie immediatamente ad est di questa zona.  All’epoca dell’arrivo dei primi europei in questa regione , molteplici tribù popolavano questa zona. Gli indiani Blackfeet controllavano le vaste praterie ad est delle montagne, mentre i Salish ed i  Kootenai vivevano ad ovest, nelle valli occidentali e si spostavano oltre le montagne in cerca di selvaggina da cacciare e di grandi mandrie di bisonti sulle praterie orientali. La regione del Parco del Glacier offrì ai Blackfeet riparo dai rigidi inverni delle praterie e la possibilità di sostituire la carne di bisonte con altra cacciagione.  Oggi  la riserva dei Blackfeet si trova ad ovest e a sud del parco; quando fu creata nel 1855 – con il trattato Lame Bull Treaty – confinava ad est del parco mentre la riserva dei Flathead si trovava ad ovest e a sud del parco. Per i Blackfeet le montagne di questa zona, specialmente Chief Mountain e la regione del sudest a Two Medicine, erano considerate “Backbone of the World” – la spina dorsale del mondo – ed erano spesso frequentate per avere la visione, la vision quest. Nel 1895 Capo White Calf dei Blackfeet autorizzò la vendita della zona montagnosa di circa 3,200 km quadrati al Governo degli Stati Uniti per  $1.5 milioni, con l’intesa che potessero mantenerne i diritti d’uso per la caccia. Questo stabilì il confine attuale tra il parco e la riserva.

Dalla riserva originale che una volta occupava almeno due terzi dell’est del Montana, i Blackfeet si trovarono un piccolo appezzamento di terra nell’angolo nord occidentale – Great Plains – del Montana.  In cambio ricevettero equipaggiamento, strumenti e mandrie per rendersi autonomi, allevatori autosufficienti. Ciò nonostante la vita semi nomade originale, di cacciatori non si tradusse in attività lucrativa di pastorizia ed agricoltura in un pezzo di terra marginale. Nuovamente nel 1885, il Governo Federale offrì un trattato prendendo ancora più terra ai Blackfeet, vedendo ricche risorse minerarie nella porzione occidentale della riserva, in quello che oggi é il Glacier National Park.

George Bird Grinnell, amico dei Blackfeet, e due altri ufficiali crearono il trattato e dopo una discussione i Blackfeet furono costretti a vendere la parte scenografica della riserva. I giacimenti minerari non furono trovati e questa terra nel 1910 divenne parte del Glacier National Park dal Continental Divide ai confini della riserva indiana.

La Blackfeet Reservation che s’estende per quasi 608.000 ettari, é adiacente al confine orientale del Glacier National Park, ed oggi la riserva intrattiene relazioni di lavoro pacifiche con lo staff del parco. Agli inizi i Blackfeet presero parte agli sforzi per promuovere il turismo nel Glacier National Park, dando il benvenuto ai visitatori che giungevano con la ferrovia. Uno dei primi luoghi che i turisti vedevano quando scendevano dal treno, era l’accampamento dei Blackfeet. I Blackfeet intrattenevano i visitatori con dimostrazioni di musica, danze e cerimonie con la pipa dei Nativi. Inoltre i capi Blackfeet sedevano intorno al fuoco per incontrare i turisti e fare un discorso di benvenuto.

La comunità principale della riserva è Browning, sede del Governo tribale. Altre cittadine servono l’economia turistica ai confini del parco: St.Mary ed East Glacier Park, che ha una stazione ferroviaria dell’Amtrak. Nella riserva vivono circa 14.000 nativi e Browning è uno dei punti d’accesso orientali al Glacier National Park. Il Museum of the Plains Indian ha un interessante collezione d’arte tribale indiana storica e moderna, costumi originali ed una collezione di tende decorate esposte all’esterno durante l’estate. Sia il museo sia il vicino Blackfeet Heritage Center & Art Gallery vendono manufatti ed artigianato nativo.

Non ci sono strade asfaltate tra nord e sud al Glacier National Park: l’accesso ai diversi luoghi sulla parte orientale del parco è tramite la US 89 che scorre attraverso la riserva al confine canadese, attraversando vicino a Chief Mountain, e che offre l’entrata alla parte canadese del parco denominata Waterton Lakes National Park. Entrambe le strade est-ovest del parco scorrono attraverso la riserva così come il treno passeggeri. Molteplici sentieri per hiking continuano fuori dai confini del parco, attraverso la riserva e richiedono i permessi emessi dai Blackfeet.

Poiché la riserva indiana include sia montagne che alte praterie, c’é una grande diversità di fauna selvatica: cervi, antilocapre, capre di montagna, orsi bruni e grizzly, puma, nonché bighorn sheep.  Regolamentazioni severe sono state emanate anche per i non facenti parte della tribù, per i permessi di caccia, che purtroppo non sono stati applicati alla lettera ed hanno consentito la caccia straordinaria. Ci sono eccellenti opportunità per la pesca sportiva nella riserva dei Blackfeet, particolarmente a Lower Two Medicine, Lower St. Mary’s e Duck Lake.  Trote, salmoni e lucci si possono facilmente pescare. Tutto é soggetto alle normative tribali che sono state ben gestite dalla Tribal Fish & Wildlife Department.

La vicinanza al Glacier National Park offre opportunità uniche alla popolazione dei Blackfeet, poiché oltre 23 milioni di persone attraversano la riserva ogni anno, per visitare il Parco.  Ci sono campeggi in territorio tribale, quali Chewing Blackbone, Red Eagle e Duck Lake, e molti altri che sono di proprietà privata della tribù, di piccole aziende locali o individuali. La riserva conserva magnifici e numerosi luoghi di antica caccia al bisonte – i buffalo jump – ed circa 280 km di percorsi fluviali e ruscelli, oltre otto grandi laghi. E’ un luogo ove poter scegliere numerose attività ricreative all’aria aperta.

La celebrazione annuale dei Blackfeet si svolge con l’evento North American Indian Days Celebration, che tradizionalmente inizia il secondo giovedì di Luglio e dura fino alla domenica. L’ Heart Butte Indian Days si tiene ogni anno dal secondo giovedì di Agosto fino alla domenica. Questi eventi prevedono danze, musica e suoni di tamburi, giochi e rodei.

All’interno del Glacier National Park si svolgono da anni  programmi definiti Native America Speaks program, che offrono ai visitatori l’opportunità di ascoltare membri delle tribù  Blackfeet, Salish e Kootenai .

Sun Tours invece  é un operatore turistico locale di gestione nativa, che offre tour guidati del Glacier National Park, tour informativi e culturali  sui Nativi americani. I tour partono ogni giorno sia da East sia da West Glacier ed attraversano il parco guidando lungo la Going-to-the-Sun Road, fermandosi per narrare la storia e la cultura del parco relazionata alla Blackfeet Nation, che un tempo visse libera nel parco ed oggi é nella riserva ad est del parco. Le guide sono i residenti della riserva Indiana e condividono la prospettiva spirituale e filosofica della tribù alla quale appartengono, nonché le curiosità geologiche e biologiche, la fauna e la flora del parco. 


LA RIEVOCAZIONE DI LITTLE BIG HORN

Il Sud del Montana ospita la Crow Indian Reservation soli 16 chilometri da Billings, una delle cittadine più importanti del Montana, sede aeroportuale. I Crow gestiscono una piccola porzione di campi irrigati o coltivati da aziende agricole, e solo il 30% della terra a pascolo; mantengono una mandria di circa 300 bisonti.

La zona della riserva offre molti spunti di visita a luoghi interessanti per storia e tradizioni. Fra tutte, la principale è certamente Little Big Horn Battlefield National Monument, con il quale si commemora la vittoria Sioux/Cheyenne sul Settimo Cavalleggeri. Proclamato National Monument poiché è il luogo storico teatro della mitica battaglia fra l’Esercito Americano del Settimo Cavalleggeri capitanato dal Generale Custer contro gli Indiani Sioux, Cheyenne ed Arapaho il 25 giugno 1876. La battaglia del Little Big Horn fu parte della Guerra sulle Black Hills (Colline Nere), territorio di grande importanza mistica e culturale per i nativi Sioux (Lakota), oltre che tradizionale terreno di caccia. Tra i pochi soldati sopravvissuti allo scontro vi sarebbero stati ben sei italiani, tra cui l’unico scampato della colonna di Custer, John Martin (vero nome Giovanni Martini) un giovane emigrato, ex tamburino garibaldino nella campagna in Trentino del 1866 e a Mentana nel 1867, che faceva il trombettiere per Custer. A John Martin/Martini lo stesso Tenente Colonnello avrebbe ordinato di correre a chiedere aiuto al capitano Benteen, ordine che gli salvò la vita.

Tra gli eventi più importanti spicca il Custer Last Stand Re-enactment ad Hardin, la rievocazione storica della battaglia che si svolge ogni anno nel mese di giugno. Una grande parata in costumi originali con oltre 250 interpreti, mette in scena alcuni degli eventi che hanno portato alla sconfitta dell’esercito Americano.

Il Monumento Nazionale si visita anche con guide ranger, esperti non solo dei fatti relativi alla battaglia in cui perì Custer, ma di tutta l’area. Un museo con un’esposizione ed un centro interpretativo sono un utile ausilio. Oggi si può ammirare anche il memoriale ai nativi, un’opera in ferro battuto che mostra la silhouette di Indiani in battaglia: è il luogo ove sostano i Nativi e lasciano offerte.