Tradizioni in South Dakota

La gente del South Dakota si riferisce alle località del proprio stato prendendo quale punto di riferimento il fiume Missouri; da qui le località che si dispongono “East River’ oppure ‘West River.’  Il fiume taglia a metà il paese, scorre attraverso la capitale Pierre. Nella zona East River si trovano le Black Hills con le tante attrattive storiche e le montagne “dolomitiche”; nella zona West River c’é l’agricoltura, le fattorie: é una campo piatto nel quale si perde l’orizzonte. La cultura di entrambe queste due porzioni del South Dakota è stata fortemente influenzata da diverse fonti. Gli Indiani Nativi, la cultura dell’American West e del Midwest, abitudini e tradizioni di tanti svariati immigranti che hanno forgiato arte, musica e letteratura. Molto della cultura del South Dakota riflette gli Indiani, la ruralità, la cultura Western e le radici Europee.

Un numero di eventi annuali scandisce il patrimonio etnico e storico dello stato. Basta partecipare al Days of ’76 a Deadwood, oppure ai Czech Days a Tabor, ai Riverboat Days di Yankton.

Ogni anno si perpetua la tradizione del Buffalo Round-Up al Custer State Park , con volontari a cavallo che radunano la più grande mandria di proprietà statale esistente in America.

Moli i villaggi e le cittadine che celebrano feste: la Sioux Empire Fair a Sioux Falls, è la più grande di tutto lo stato; la South Dakota State Fair è grande e si svolge ad Huron alla fine dell’estate. A Newton Hills ci si ritrova per celebrare la vita, la natura e la buona musica al Sioux River Falk Festival.

Anche i Nativi d’America – circa 72.000 che vivono in South Dakota – contribuiscono nelle nove riserve a tramandare il patrimonio culturale ancestrale, giocando un ruolo importante per la storia dello stato. La Sioux Nation è rappresentativa di una serie di monumenti naturali, dalle paha sapa (Black Hills) a mako sica (le Badlands), all’arte del quilt, alla narrazione orale, alle arti tribali con le perline, ed alle celebrazioni con canti e danze che si svolgono tutto l’anno durante i Powwow.

Infine: non c’é nulla di più tradizionale che la grande caccia al fagiano. Le famiglie di tutto il South Dakota si danno appuntamento, confermando una tradizione di raduni autunnali, trascorsi in famiglia, con gli amici, i vicini di casa per raccogliere ricordi e diffondere l’insegnamento di una caccia responsabile, e di un feeling indimenticabile per una pratica che si trasmette da generazioni in questo stato.


KORCZAK DAY, CRAZY HORSE MEMORIAL

A Maggio si celebra il famoso “Korczak Day,” in onore dello scultore americano Korczack Ziolkowski, ideatore del Crazy Horse Memorial nel cuore delle Black Hills. Nato nel 1908 a Boston e di origine polacche, vinse nel 1939 il premio come miglior scultore presso la New York World Fair; questo successo convinse i Lakota ad incontrarlo e chiedergli aiuto per la realizzazione di una scultura che celebrasse il guerriero indiano Cavallo Pazzo. Nel 1947 lo scultore quindi si trasferì nelle Black Hills e cominciò a realizzare quella che diventerà, una volta completata, la più grande scultura al mondo. Ziolkowsi credette fin dall’inizio che la grande scultura doveva rimanere educativa e culturale, non-profit pagato dall’interesse del pubblico e non dalle tasse dei cittadini. Rifiutò quindi per ben due volte consecutive l’offerta di sponsorizzazione federale.

Altrettanto popolare  è il Night Blast  che si celebra sia il 26 giugno  sia il 6 settembre (mese in cui morì Crazy Horse e in cui nacque lo scultore) . Si tratta di una cerimonia unica, con affascinanti spettacoli pirotecnici che illuminano Crazy Horse Memorial. L’occasione è la nascita della signora Ziolkowski, moglie dello scultore che ha diretto tutte le operazioni del Memoriale fino al 1982. In realtà gli eventi che vengono celebrati sono due: oltre al compleanno di Ruth si ricorda la famosa battaglia di Little Big Horn del Giugno 1876, che sancì la sconfitta del Generale Custer e che rappresenta tutt’oggi una delle pagine più rilevanti della storia dei Nativi americani. A Settembre due sono le commemorazioni: la morte di Cavallo Pazzo, Crazy Horse nel 1877 e la nascita nel 1908 dello scultore Korczak Ziolkowski. In occasione di queste date, alle 18.30 iniziano i festeggiamenti con un laser show.


BUFFALO ROUND UP

Il South Dakota celebra ogni anno a Settembre il tradizionale evento nel quale cowboy e cowgirl radunano e conducono la mandria di bisonti selvatici del Parco Statale di Custer, all’interno di recinti – i corrals. Qui si svolge la selezione, la marchiatura e la vaccinazione in previsione della grande vendita autunnale di bisonti. Ogni anno infatti il parco vende circa 300 bisonti ai più agguerriti compratori privati, durante un’asta che si svolge il terzo sabato di Novembre.
Il Buffalo Roundup è un evento annuale di grande impatto scenografico e naturalistico organizzato per censire la più grande mandria di bisonti allo stato brado di proprietà statale, esistente negli Stati Uniti. La celebrazione di questo raduno annuale è di una importanza notevole per lo stato considerando anche che nasce sotto l’egida del Governatore dello Stato.  Storicamente il bisonte – buffalo negli USA – è stato per i Lakota SIOUX la fonte primaria dell’alimentazione.

In calendario a fine Settembre. I 1.300 i capi del Custer State Park si concentreranno principalmente nella Wildlife Loop Road, una sezione del Parco che si estende complessivamente su 28.400 ettari e migliaia di visitatori invadono letteralmente il parco per assistervi.

Ma non tutte i capi sono radunati, infatti le bestie più anziane non vengono censite perché troppo pericolose. Il bisonte non solo è il più grande mammifero del Nord America, ma può arrivare a pesare fino a 900 chili, misura 1,8 metri d’altezza dagli zoccoli alla clavicola e corre ad una velocità di 80 chilometri orari. E’ in grado di respingere un ostacolo di 1 tonnellata ! La sua carne è molto proteica, priva di colesterolo e di calorie.L’evento include anche 3  giorni di festeggiamenti e manifestazioni.


WILD BILL HICKOK DAYS

Il sole è alto all’orizzonte. Due uomini si studiano, si scrutano, si osservano. Sono uno di fronte all’altro. Pochi polverosi metri li separano. Il tempo è come sospeso. Un silenzio irreale avvolge l’orizzonte. L’attenzione è concentrata sulle mani, tese, nervose. Le dita si muovono quasi impercettibilmente, una dopo l’altra, come accarezzando lo spazio rarefatto attorno alla fondina. Si attende solo il colpo decisivo. Si alza un alito di vento. Il clangore di una bottiglia che rotola rompe il fragoroso silenzio… Potrebbe essere il set di un film di Sergio Leone. Ma anche una delle tante scene a cui potreste assistere a Deadwood, ogni estate nel mese di giugno durante i Wild Bill Hickok Days. Ogni anno, si celebra uno dei più grandi personaggi della storia del West. Da venerdì a domenica tre giornate per rivivere l’atmosfera dei tempi eroici, quando giocatori d’azzardo, minatori, banditi ed altri uomini senza molti scrupoli si aggiravano per le storiche vie di Deadwood, la città fuori dalla legge.  Fondata nel 1875, fu teatro dell’ultima grande corsa all’oro d’America. Il prezioso metallo era stato scoperto proprio in quell’anno tra le BlacK Hills in pieno territorio indiano. Per lungo tempo non riconosciuto dal governo Americano, l’insediamento fu il naturale ricettacolo di ogni sorta d’avventuriero e di attività al limite della liceità. Un vera icona del selvaggio West.

La manifestazione, che ricrea l’atmosfera di quei tempi, prevede concerti dal vivo, parate in costume e varie competizioni di discipline legate all’epopea del West. Tra le gare in calendario da segnalare il Cow Boy Fast Draw World Championship, per stabilire il più veloce pistolero del globo ed esibizioni di Gun Spinning, dove abilissimi cowboy dimostrano la loro destrezza nel far roteare revolver in funamboliche evoluzioni degne del miglior giocoliere con clavette. Per tutti e tre i giorni numerose comparse si aggirano, poi, per le strade di Deadwood proponendo scene di vita quotidiana del tempo di Wild Bill.

L’evento ricorda l’ultimo periodo della vita di Wild Bill, che proprio a Deadwood incontrò il proprio destino. Era il 2 agosto 1876 quando Hickok si recò a giocare nel suo locale preferito: il Nuttal & Mann’s “Saloon No. 10”. Quella volta la sua solita sedia nell’angolo era già occupata e Wild Bill si dovette accontentare di sistemarsi ad un tavolo con le spalle rivolte all’entrata. L’imprudenza risultò fatale a Hickock. Mentre Wild Bill era intento a spillare le carte una ad una, un certo Jack McCall gli scaricò alle spalle i due colpi della sua calibro 45. Tra le dita Hickok stringeva ancora una doppia coppia: due assi e due otto, entrambe di picche e di fiori. Da quel giorno la combinazione guadagnò il sinistro nome di “Dead man’s hand” – la mano del morto. Con lui se ne andava uno dei più abili pistoleri della storia del West, uno dei personaggi più discussi e noti dell’epopea della frontiera. Uomo di legge, scout dell’esercito, showman, compagno di Buffalo Bill, ma anche avventuriero, giocatore accanito, grande bevitore e uomo indurito alla violenza della frontiera, Wild Bill fu sepolto a Deadwood dove ancora riposa nel Mount Moriah Cemetery. Accanto a lui, Calamity Jane, che nelle sue ultime volontà chiese di essere sepolta vicino a Hickok. Si erano conosciuti al tempo degli spettacoli con Buffalo Bill e, forse, qualcosa in più di una fraterna amicizia era nata tra loro. Come molti episodi della vita di Wild Bill, il confine tra realtà e leggenda è sfumato e impalpabile ed anche questo ha da sempre contribuito alla creazione della leggenda.

I Wild Bill Hicock Days sono una straordinaria occasione per intraprendere un viaggio alla scoperta dell’epopea del vecchio West.