I Personaggi del Nord Ovest

Il West e la Frontiera conservano miti e leggende. Lo scenario umano che ha contribuito alla storia del West Americano è quanto mai vasto: svariate razze, identità nazionali, classi economiche, età e stili di vita hanno contribuito al mito della frontiera ed alla saga del west. Tra i miti ovviamente personaggi d’ogni tipo, donne ed uomini, che hanno contribuito all’immagine romanzata ed avventurosa del West.

I Pionieri a bordo dei carri rispecchiano un’immagine di tenacia e perseveranza, costellata di sofferenze e rinunce, fatiche e tragedie prima di giungere nella terra promessa.

Al contrario l’avventura ed il selvaggio sono ben rappresentati dalla figura del trapper e del mountain man quali Jim Bridger: personaggi a dir poco primordiali che con spirito indomito ed una buona dose di talento commerciale hanno perlustrato – spesso da soli -, montagne e foreste, hanno vissuto con pochi confort, scoprendo spesso terre incontaminate, popolate solo dalla fauna selvatica. Storia e leggenda si fondono sempre partecipando alla creazione del Mito, ma molte sono le tradizioni che ancora oggi trovano vita nella regione della Real America.

Oggi forse non ci sono più pistoleri e fuorilegge come nell’Old West, conditi di tanto romanticismo hollywoodiano. Esistono le narrazioni di storici che ripercorrono le imprese di Buffalo Bill, grande personaggio del West – forse il più popolare, al quale si accredita la divulgazione dell’immagine del West nel mondo –  o i percorsi  avventurosi accompagnati da assalti a diligenze, treni e banche di Sundance Kid, giusto per citare un famoso fuorilegge.

Poi ci sono le donne che si sono dimostrate fondamentali in ogni aspetto della vita dell’ovest. Nella corsa verso l’ovest e negli insediamenti di frontiera le donne hanno affrontato diverse difficoltà e rischi. Donne pionieri quali Mary Laycock Cody erano d’ottima educazione, ma dovettero abbandonare la carriera e la sicurezza economica per spostarsi all’ovest. Annie Oakley   fu un mito in tutta la sua carriera: la sua dignità ed il suo carisma è impressionante già dalle immagini fotografiche e queste qualità aiutarono molto a cambiare l’opinione generale del pubblico riguardo alle donne nel ramo degli affari dello spettacolo. La vita romanzesca del west attirò certamente moltissimi e tra questi, molte ragazze. Donne come Frances Lane e Caroline Lockart oppure Sybyl Wilson furono donne di gran rilievo: molti oggetti a loro appartenuti sono oggi esposti al Buffalo Center of the West a Cody in Wyoming . Gioielli, accessori e beni di famiglia, così come vestiti dell’epoca appartenuti a queste donne ed alle loro figlie mostrano l’influenza che donne quali Louisa Frederici Cody ebbero nei costumi, nella moda, nella politica. Il vestito a lutto della vedova di Buffalo Bill racconta i sacrifici personali ai quali andò incontro la Signora Cody. Le donne pioniere erano abilissime con le armi da fuoco quanto Calamity Jane, ma certamente non così famose. Il Winchester M1894 era usato da Irma Cody , figlia di Buffalo Bill, mentre il Savage M1899 era usato da Wynona Thompson, un’altra donna del west.

Comunque si guardi a questi personaggi dell’Old West, c’è un’ammirazione per il grande spirito che li affiancò nell’affrontare una vita d’avventura, pericoli e la scoperta della terra promessa, dell’oro. I loro ritratti seppiati ci guardano: sono personaggi della mitologia Americana e come tutti sono un ottimo argomento per racconti e storie, come nella vecchia Europa, i racconti di Romani e Greci, che siano realtà o finzione continuano ad affascinare generazioni intere.


FUORILEGGE
BUFFALO BILL

Buffalo Bill, pseudonimo di William Frederick Cody, è stato un attore e cacciatore statunitense. Fu anche soldato, esploratore e impresario teatrale. Nacque poco ad ovest del Mississippi River vicino a LeClaire, Iowa, il 26 Febbraio, 1846.

Già a 12 anni lavora per una carovana di carri che si dirigeva a Fort Laramie, Wyoming. L’anno successivo partecipa alla corsa all’oro in Colorado. All’età di 15 anni cavalca ripetutamente come Pony Express. Alla fine della sua vita divenne un simbolo della Frontiera Americana.

Dal suo matrimonio con Louisa Frederici a St. Louis, Missouri, ebbe quattro figli.: Arta Lucille (1866 – 1904), Kit Carson (1870 – 1876), Orra Maude (1872 – 1883) ed Irma Louise (1883 – 1918). Il suo nome deriva dall’esperienza di cacciatore di bisonti nel 1867 per la Kansas Pacific Railroad, guadagnandosi la reputazione di eccellente tiratore. Successivamente si guadagna nel 1872 la U.S. Congressional Medal of Honor durante le Indian Wars per il valore durante le battaglie. Il famoso U.S. Army General Philip Sheridan intravide in Cody una combinazione di carisma e frontiera, tanto da eleggerlo a uomo di relazioni pubbliche, creando così pubblicità. Sotto la protezione dall’esercito americano – infatti – visitò dignitari quali il Gran Duca Alexis di Russia, intraprese spedizioni di caccia in qualità di guida accompagnando il Generale Sheridan e Brevet Major General George Armstrong Custer. Queste imprese gli resero tributi di fama tanto che all’epoca nacquero varie riviste stampate – assai economiche – che rappresentavano eroicamente la vita del West in modo romantico, includendo la figura di Buffalo Bill.

Durante il picco della resistenza da parte degli Indiani delle Praterie contro il crescente arrivo dei bianchi nella proprie terre, Cody tornò ad unirsi nel 1876 alla the Fifth Army in qualità di scout. Il 17 Luglio 1876 poco dopo la sconfitta di Custer e del Settimo Cavalleggeri nella Battaglia di Little Big Horn, Montana, il reggimento di Cody intercettò una banda di guerrieri Cheyenne. Quando  Buffalo Bill vestito coi suoi abiti da scena ammazzò e tolse lo scalpo ad un guerriero Cheyenne di nome Yellow Hair, continuò a ripetere che era il primo scalpo per Custer!

Nel 1883, Cody creò il Buffalo Bill’s Wild West, un grande spettacolo che lo lanciò nel futuro e nella fama internazionale, poiché lo show durò per 30 anni a fece il tour degli Stati Uniti e dell’Europa.

Cody fu un uomo d’affari, tanto da inventare progetti per la crescita economica del West. Con i guadagni investì nelle miniere dell’Arizona, nel’hotel di Sheridan e Cody, Wyoming, nell’ allevamento del bestiame, nei ranch, nel carbone e nel petrolio, nella cinematografia, nella costruzione di città, nel turismo e nell’ editoria. Nel 1899 fondò il suo giornale il Cody Enterprise, che ancora oggi esiste a Cody. Avvantaggiandosi della sua fama, Cody addirittura sostenne il suffragio alle donne nonché il trattamento corretto verso gli Indiani Nativi.

Verso il 20° secolo si può dire che William F. Cody fu il più famoso Americano del mondo! Nessuno aveva simbolizzato il West al meglio per Americani ed Europei. Anche presidenti quali Ulysses S. Grant e Woodrow Wilson lo consultarono su faccende relative all’American West. Tra i suoi amici anche artisti e scrittori quali Frederic Remington ed Mark Twain. Fu onorato da reali, leader militari e tycoon del mondo degli affari. Cody fu un uomo Americano ideale: cerimonioso, cavalleresco, un vero self-made fellow che sapeva usare il fucile ed ammaliare la folla. Come disse Annie Oakley, “He was the simplest of men, as comfortable with cowboys as with kings.”

La migliore espressione ed esposizione su Buffalo Bill é indubitabilmente a Cody, Wyoming ove una intera sezione museale – tra le cinque disponibili – è a lui dedicata presso il BUFFAL BILL CENTER OF THE WEST 

Nel 1917 Buffalo Bill morì a Denver, Colorado mentre era in visita alla sorella. Secondo la moglie Louisa, fu lui a scegliere dove essere sepolto a Lookout Mountain affacciata su Denver e sulle praterie.Nonostante i cittadini di Cody, Wyoming dibattano sulla volontà di essere seppellito vicino a Cody, amici quail Goldie Griffith e Johnny Baker, nonché il prete che amministrò la funzione, affermarono che la scelta di Buffalo Bill cadde veramente su Lookout Mountain un promontorio con vista spettacolare sia delle montagne così come delle praterie, luoghi ove trascorse momenti tra i più felici durante la sua vita. Louisa che sposò Buffalo Bill prima che diventasse famoso, è stata sepolta accanto al marito quattro anni più tardi. Nel 1921 sorse il Buffalo Bill Memorial Museum grazie a Johnny Baker, grande amico di Buffalo Bill. Milioni di visitatori visitano la tomba che oggi è una delle maggiori attrattive di Denver e del Colorado.

Il BUFFALO BILL MUSEUM & GRAVE a Golden é pochi chilometri da Denver, Colorado.

BUTCH CASSIDY

Butch Cassidy (Robert Leroy Parker ) nacque nello Utah il 13 Aprile 1866, primogenito di 13 figli, veniva chiamato Roy da famigliari ed amici. Non ebbe istruzione, ma aveva un padre di temperamento focoso che conduceva una fattoria, ed una madre gentile assai religiosa che spediva i figli in chiesa e li incoraggiava a vivere una vita da bravi cristiani. All’età di 13 anni Roy traslocò con la famiglia in un’altra località dello Utah, in una fattoria di Circle Valley (oggi Circleville). Trovò lavoro in un ranch e qui conobbe Mike Cassidy, un manovale con sentore di cerca guai. Fu Cassidy che insegnò a Roy a sparare, a tirare il lazo e a rubare le mandrie.  Fu durante la guerra tra contadini e mandriani che Roy prese la parte dei fattori e cominciò a detestare i grandi proprietari di ranch. Presto si unì alla banda di Cassidy che depredava mandrie di bestiame e le rivendeva in altra parte del paese. Mike Cassidy sparò ed uccise un rancher del Wyoming durante uno di questi raid: fu l’inizio della fuga e dei nascondigli per non farsi prendere dagli uomini di legge. Roy subentrò nella gang in qualità di capo. La ghenga si nascondeva a Robber’s Roots un posto isolato nelle montagne dello Utah. Qui iniziò la carriera di fuorilegge di Roy, Butch Cassidy, eludendo la legge e cavalcando attraverso gli Stati Uniti.

Fu imprigionato due volte e rilasciato, la prima a Rock Springs per averne disturbato la quiete e poco dopo per estorsione e furti, fu imprigionato nella Wyoming Territorial Prison di Laramie  ancora oggi visibile e aperto ai visitatori, State Historic Site. Dietro le sbarre ripetutamente affermò la sua non colpevolezza ed estraneità ai crimini. Strinse amicizia con numerosi “desperados” che lo aiutarono a diventare ancor più emarginato.

Assalti a banche ed a treni divennero la sua occupazione principale; fuorilegge del tipo di Ad Hainer, Kid Curry e Sundance Kid fecero o parte del suo gruppo, impiegati della corporation chiamata THE WILD BUNCH, Il Mucchio Selvaggio. Il Mucchio Selvaggio era composto da una trentina di persone ma quelle che parteciparono più attivamente furono:

Harry Longbaugh conosciuto come Sundance Kid, soprannominato Sundance quando fu catturato per furto di cavalli e grande pistolero.

Harvey Logan, conosciuto come Kid Curry.

George Currie, capo delle banda prima dell’ arivvo di Butch.

Ben Kirkpatrick, conosciuto come “The Tall Texan” per via della sua altezza

Sam Ketchum

Camila “Deaf Charlie” Hanks, parzialmente sordo da un orecchio

Elza Lay conosciuto come William McGinnis, un tempo studente di geologia

William Carven, pignolo collezionista di articoli che parlavano dei colpi effettuati dalla banda

Tom “Peep” O’Day, buffone di corte

Joe Chancellor, scassinatore e giocatore di poker

Jim Lowe, cameriere

Jesse Lnsley, sarto

William “Bill” Cruzan, il piu grande ladro di cavalli

Dave Atkins

Walter “Wat the Watcher” Punteney, specializzato in tutti i mestieri

Willard E. Christiansen conosciuto come Matt Warner, componente della banda di McCarty

Bob Meeks, cowboy

Laura Bullion

Etta Place, la donna di Sundance Kid

Annie Rogers, la favorita di Kid Curry

Lillie Davis, una prostituta.

Il loro primo covo era “Hole in the Wall”: valle desolata del Wyoming centrosettentrionale nella Big Horn Mountains della Johnson County, che prendeva il nome dalla fenditura nella rupe per la quale si entrava. Nascosta da un’ altissima muraglia di roccia rossa, raggiungibile tramite una impervia gola, piena di caverne e di stretti passeggi. Isolato, facile da difendere, il buco nel muro diventò presto un paradiso naturale per ladri di bestiame e ricercati. Qui la banda del Mucchio Selvaggio teneva un bungalow, oggi preservato nell’  Old Trail Town a in Cody .  Kid Curyy e Sundance Kid usarono questo bungalow quale nascondiglio prima dell’assalto alla banca di Red Lodge, Montana. Hole-in-the-Wall, a soli 50 km. ad ovest di Kaycee, si accede dal Willow Creek Ranch.

Butch e Sundance frequentavano anche l’ Occidental Hotel   a Buffalo, ove ancora oggi le camere prendono il nome dei fuorilegge. A sud di Buffalo, a 25 km. ad ovest di Kaycee si trova l’ Outlaw Cave Recreation Area. Contiene un campeggio pubblico, un riparo rocciose dei Nativi Americani con pittografia, e la famosa “Outlaw Cave.” Un altro luogo famoso per la banda per nascondersi, fu Baggs, Wyoming, al confine con il Colorado.

Se seguite le tracce di Robert Leroy Parker (“Butch”), scoprireste che il nome gli venne coniato a  Rock Springs, Wyoming,  dove lavorò in molteplici macellerie. Butch fece della zona Meeteetse la propria dimora per numerosi anni. Lasciò il suo segno in una petizione del 1886 ed alcuni anni dopo nel 1890 fu arrestato fuori dal Cowboy Bar, che ancora oggi mantiene il retro del bar originale e numerosi fori di pistola del tempo passato.

Intorno al 1901 questa banda infuriava nel paese con azioni di banditismo criminale. Riuscì a portare a termine 10 rapine di successo tra il 1889 ed il 1901 totalizzando 350.000 $ ed ammazzando cittadini innocenti. Una delle ultime razzie della banda fu nel 1901, il 3 luglio ad Exeter nel Montana quando assalirono la banca e rubarono 65.000 $. Fu assoldata la Pinkerton Detective Agency mentre un comitato di vigilantes pattugliava la prateria, sentendo che i loro giorni erano contati, Cassidy decise di spartire il bottino e di mollare la banda. Cassidy e Sundance fuggirono in America Latina e lavorarono in un ranch in Argentina per un certo periodo e si credette che rimasero uccisi dai soldati boliviani durante un furto. In tutti i casi diari e lettere calligrafate del fuorilegge dichiarano che Cassidy  fuggì, e si pensa negli Stati Uniti, facendone ritorno nel 1908. Si sposò con Gertrude Livesay ad Adrina, nel Michigan. Quindi si stabilì a Spokane, nello Stato di Washington con il nome di William Thadeus Phillips e fondò la  Phillips Manufacturing Company, vivendo una vita tranquilla con la moglie ed il figlioletto adottivo, fino a quando si ammalò di cancro allo stomaco. Fu ricoverato in ospizio da Gertrude a Spokane dove morì il 20 luglio del 1937 all’età di 71 anni.

ESPERIENZA DI VIAGGIO A CAVALLO

Ogni anno ad Agosto un gruppo di fanatici si riuniscono per una otto giorni di Outlaw Trail Ride che inizia a  Thermopolis  e termina a Hole-in-the-Wall. Gli ospiti fanno un trekking attraverso le vaste pianure del Wyoming a cavallo, alla scoperta dei luoghi storici lungo il percorso. La gita include anche una sosta aHot Springs County Museum che mantiene l’originale Hole-in-the-Wall Saloon. Molti dei fondatori del museo hanno conosciuto i fuorilegge nella loro gioventù. Minnie Brown, la vedova Marion F. Mike Brown, che nascose Butch Cassidy dalla caccia dello sceriffo. La signora Brown possiede un album fotografico con molteplici foto storiche ora parte della collezione museale. Tra le fotografie ce n’è una di Sundance Kid con la sua amica Etta Place, probabile dono a Mike Brown da parte dello stesso Sundance.

Inoltre, oltre a questo gruppo, Historic Trails West  offre gite a cavallo in varie parti del Wyoming, includendo una sei giorni di Outlaw Trail Ride attravreso Hole-in-the-Wall, ed il Thunder Mountain Tour che offre un’interpretazione con accesso alle terre private che circondano la zona, include le viste panoramiche dalle alture.

CALAMITY JANE

Calamity Jane, è lo pseudonimo di Martha Jane Canary-Burke nata a Priceton, Missouri il 1° maggio 1852. Personaggio famoso dell’epoca del Wild West è da sempre considerata un’avventuriera ed entrata nella leggenda per essere stata la prima donna pistolero. La leggenda narra della sua sregolatezza, amante del gioco d’azzardo e dell’alcool.

La sua vita avventurosa inizia con la prima migrazione da bambina, con la famiglia, dal Missouri a Virgina City nel Montana a bordo di un carro di pionieri in un viaggio durato cinque mesi. Ragazzina, intraprende battute di caccia con i carovanieri ed all’arrivo a Virginia City già era considerata una cavallerizza intrepida. Poco dopo l’arrivo nel Montana la madre muore e la famiglia emigra nuovamente nello Utah giungendo a Salt Lake City nel 1866. Il viaggio non giovò al padre che muore lo stesso anno.

Martha si trova a dover gestire da sola i cinque fratelli riportandoli nel Wyoming a Fort Bridger nel Maggio 1868. Fece qualsiasi lavoro disponibile pur di sfamare i fratelli: cuoca, infermiera, ballerina , lavapiatti, cameriera, guida alla mandrie e  si narra – anche prostituta. Nel 1870 si unisce come scout a Fort Russell nel Wyoming all’esercito di Custer, indossando la divisa da uomo. Si dirige a sud segendo la campagna del Generale in Arizona nell’intento di spingere gli Indiani in Riserva. Già Calamity si distingue – stando ai suoi racconti – quale giovane temeraria e abile cavallerizza, nonché tiratrice del West. Nel 1872 ritorna a Fort Sanders, Wyoming per seguire un’latra campagna contro gli Indiani durata fino all’autunno 1873. Ed è proprio durante questa campagna guidata da Custer, Nelson Miles e George Crokk che viene chiamata Calamity Jane. Viene poi assunta a Fort Custer nella primavera del 1874, spostandosi nello stesso anno a Fort Russell ove rimane fino alla primavera del 1875. Le truppe vennero richiamate nelle Black Hills del South Dakota per proteggere minatori e coloni dagli attacchi degli Indiani Sioux. Raggiunsero Fort Laramie nel Wyoming durante l’inverno. Qui conobbe Wild Bill Hickok che stava accompagnando una carovana di carri a Deadwood, South Dakota. Apparentemente simili nel comportamento sfrontato e nell’suo degli alcolici, sembra si trovassero subito, ma la storia della loro unione romantica trova ben scarso riscontro. Jane si unisce alla carovana e giunge a Deadwood. Lavora per il Pony Express trasportando la posta tra Deadwood a Custer, una distanza a cavallo di circa 80 km. uno dei percorsi più duri delle Black Hills.

Alla fine degli anni 1870 anche Calamity Jane ha catturato l’immaginazione di tante riviste che l’hanno descritta in maniera pittoresca, durante gli anni di Deadwood. Si era guadagnata la reputazione di eccellente cavallerizza e tiratrice, tanto che le sue capacità la coinvolsero nel Wild West Show di Buffalo Bill nel 1895, ove prese parte allo spettacolo sparando a cavallo. Si unì alle tournè di Minneapolis, Chicago, St.Louis, e Kansas City, portando in scena il vecchio west, ma ubriacandosi spesso tanto da essere licenziata. Nel 1900 l’editore di un giornale la trovò ammalata, se ne prese cura e la fece guarire. Nel 1901 fu assunta alla Pan American Exposition con una buona paga per un lavoro a Buffalo, New York. Ma nuovamente alcolizzata fu licenziata. Nell’estate del 1903 Calamity Jane ritorna nelle Black Hills del South Dakota per l’ultima volta. Oramai allo stadio finale dell’alcolismo, trascinandosi coi suoi pochi averi in una vecchia valigia, trova rifugio al Madam Dora DuFran, un bordello a Belle Fourche. Per i mesi successivi si guadagna da vivere cucinando e lavorando nella lavanderia per le ragazze del bordello.

Ad agosto Calamity Jane era in fin di vita in una gelida camera del Calloway Hotel a Terry, vicino a Deadwood, South Dakota. La sua ultima richiesta fu di essere seppellita accanto al grande pistolero Wild Bill Hickok a Mt. Moriah, sopra la collina di Deadwood. Fu assecondata e il funerale fu il più grande mai svolto a Deadwood in onore di una donna. La sua bara fu chiusa da un uomo  che, da ragazzo, Calamity Jane aveva curato dal vaiolo che aveva falciato molteplici vite a Deadwood.

Si può tranquillamente affermare che dopo Wild Bill Hickok, Calamity Jane enfatizzò la sue imprese a tal punto che solo un autore di rimandi d’appendice poteva crederci. Molte delle storie avventurose vennero da lei stessa raccontate, e la maggior parte non potevano portare testimonianze di altri. Nonostante tutto la sua leggenda di donna bevitrice, che indossava vestiti da uomo e conduceva una vita a di poco dissoluta, dura e scabra continua ancora oggi.

SUNDANCE KID

!cid_ii_14d58852f21e30b7Famoso fuorilegge che nasce a Mont Clare, Pennsylvania nel 1867, e già a 15 anni intraprende la rotta per il West con un cugino; ventenne ruba un fucile, una sella ed un cavallo da un ranch a Sundance, Wyoming nord orientale, ma viene subito catturato e trascorre 18 mesi in prigione. Rilasciato, diventa cowboy nell’Alberta in Canada ma viene implicato in un assalto ad un treno nel 1892: successivamente si unisce al bandito Harvey Logan a assalta una banca a Belle Fourche, South Dakota. Nel 1900 Sundance Kid incontra Butch Cassidy e si sposta nello Utah unendosi al Mucchio Selvaggio, il Wild Bunch.

Assalta insieme a Butch Cassidy un’altra banca e fuggono in Sud America, ove si reputò fossero ammazzati in Bolivia nel 1908. Prima che Butch Cassidy e Sundance Kid giungessero in Bolivia, trascorsero del tempo in Patagonia (Argentina), nella cittadina di Cholila. Dopo aver svaligiato una banca ed essere fuggiti dal paese, trascorsero un breve periodo in Cile.

Contrariamente alle credenze entrambi fecero ritorno negli Stati Uniti. Sundance Kid morì nel 1936.

E’ uno dei miti tra i fuorilegge dell’Old West, unitamente alla banda del Mucchio Selvaggio. Nonostante l’alto numero di assalti ai treni e svaligiamenti di banche non risulta che Sundance Kid abbia mai ammazzato, benché veloce nel tirare e giudicato un vero pistolero. Storicamente la banda era ben conosciuta per un uso relativamente parziale di violenza durante i furti, giocando molto sull’intimidazione e le negoziazioni. Sundance Kid viene considerato come uno dei più veloci pistoleri dell’epoca. Butch Cassidy (Robert Leroy Parker) fu così chiamato perché un tempo lavorò per un macellaio  mentre ‘The Sundance Kid’ (Harry Alonzo Longabaugh) ebbe questo soprannome poiché fu arrestato una volta nella cittadina di Sundance nel Wyoming.

Butch Cassidy e Sundance Kid usarono uno chalet di legno che ora si trova nella Old Train Town a Cody nel Wyoming. Fu il nascondiglio originale prima del furto alla banca di Red Lodge nel Montana. I desperados si incontravano ad Hole-in-the-Wall nel nord-centro del Wyoming. Hole-in-the-Wall é un passo di montagna remoto, incastonato nelle Big Horn Mountains della Johnson County, vicino a Kaycee, nel Wyoming. Alla fine del 19° secolo fu il rifugio ideale per i fuorilegge del Mucchio Selvaggio, poiché la zona rimaneva nascosta, facilmente difesa grazie ai suoi passi stretti, ed impossibile per gli uomini della legge avvicinarla senza allertare i fuorilegge. Numerosi furono i fuorilegge che l’usarono tra il 1860 ed il 1910, sicuri di non essere catturati poiché situati in una terreno ove si poteva dominare la vista in ogni direzione del paesaggio circostante; poi cadde lentamente in disuso, meno usata dalle bande. Quando fu al suo picco massimo si  ritiene che ospitasse ben sette capanni di tronchi di legno presso le quali le bande si riparavano durante i rigidi inverni del Wyoming; c’era il bestiame, un recinto, rifornimenti che le varie bande contribuivano a mantenere nel luogo. Lo chalet che oggi s’ammira a Cody fu costruito nel 1883 da Alexander Ghent.

SUNDANCE KID & BUTCH CASSIDY AL CINEMA

Robert Reford ha recitato il ruolo di Sundance Kid nel film del 1969 diretto da George Roy Hill, Butch Cassidy and The Sundamce Kid. E’ proprio a seguito di questo film che Reford chiama il film festival Sundance Film Festival. Nel  2003  la pellicola è stata scelta per la conservazione nel  National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d’America.

Lula Parker Betenson, sorella del vero Butch Cassidy, spesso era sul set e la sua presenza fu benvenuta sia dal cast che dalla crew. Durante le riprese raccontava storie sulle spericolate fughe del fratello e gioiva del fatto che le scene fossero accurate, e di come Paul Newman lo rappresentasse bene. Prima che il film fosse distribuito, lo studio venne a sapere delle sue visite e tentò di convincerla a pubblicizzare il film in una serie di pubblicità nei vari cinema degli USA. Inizialmente accettò, ma solo dopo aver visto prima il film. Lo studio rifiutò poiché concederle questo poteva diminuire la reputazione del film. Alla fine fu Robert Reford che ebbe l’idea di coinvolgerla con un piccolo compenso.

Nove furono i premi record vinti con la British Academy Awards (BAFTAs). Foto, Attore (Robert Redford), attrice (Katharine Ross) regia (George Hill), scene, cinematografia, musica e colonna sonora, montaggio, sceneggiatura.

Oltre agli studi per alcune scene d’interni ed esterni, il film fu girato in molteplici location del Colorado, Utah, New Mexico e per le scene in Bolivia, nella cittadina di Cuernavaca e Taxco in Messico.


MOUNTAIN MEN
KIT CARSON

Christopher Houston “Kit” Carson (24 Dicembre, 1809 – 23 Maggio, 1868) è stato un esploratore americano, famoso uomo di frontiera nel 19° secolo, tanto leggendario da essere adottato del più famoso fumetto italiano Tex, ideato da Luigi Bonelli. Tra i pochi lavori pagato che svolse in vita, c’era anche quello del mountain man, ovvero il classico trapper o cacciatore di pellicce, poi guida nelle terra selvagge, agente degli Indiani e militare per l’Esercito Americano.

La sua fama è legata alla sua abilità di pistolero, vero fuoriclasse con il suo fucile Winchester. La vita di Kit Carson inizia a 16 anni con la sua fuga da casa per girovagare in Colorado, da cacciatore. Poi diventa guida accompagnando le carovane dei pionieri dall’est americano verso la California. Non mancano le sue imprese di esploratore nelle Montagne Rocciose. Visse per un periodo di tempo a Bannack nel Montana ove lavora come corriere postale. Bannack è una delle città dell’oro, oggi un’autentica Ghost Town del Montana. Bannack fu fondata nel 1862 quando John White scoprì l’oro nel fiume Grasshopper Creek. Iniziò così la corsa all’oro. Nel 1864 Bannack divenne la prima Capitale Territoriale del Montana, anche se per breve tempo, poiché fu spostata a Virginia City ove fu trovato l’oro nel 1863, tanto da attirare facoltosi da Bannack con la speranza di arricchirsi. Ciò nonostante molti rimasero a Bannack esplorando altri sistemi di estrazione mineraria. Dal 1860 fino al 1930 Bannack continua ad essere una città mineraria , ma nel 1950 l’oro diminuisce a la cittadina viene dichiarata dallo Stato del f Montana, Bannack  State Park.   Oggi oltre 60 edifici sono integri e possono essere esplorati per ricalcare le tracce della famosa corsa all’oro dell ‘Old Wild West.

Curiosamente, nel Montana esiste il Kit Carson Gulch Creek, un percorso fluviale a solo una ventina dio km. da Butte, nella Jefferson County, vicino ad Elk Park. Si trova a 1830 metri d’altitudine nella Sheepshead Mountain ed è un fiume adatto alla pesca.

Il contributo di Kid Crason alla storia del West é stato spesso esaminato da storici, giornalisti e attivisti Indiani durante gli anni ’60. Nel 1968 il biografo di Carson, Harvey L. Carter lo descrive bene, tanto da affermare che se la storia dovesse mai citare una singola persona tra i Mountain Men che debbano ottenere ammirazione per le generazioni future, Carson rimane una scelta perfetta. Aveva molte qualità positive, ed in minor misura poche delle negative che ogni essere umano nella varietà degli individui.

Il percorso del trapper inizia quando Carson lascia a 16 anni la sua casa rurale nel Missouri. Nel 1830 Carson accompagna Ewing Young in una spedizione nella California ed in Messico poi unendosi ad una battuta di caccia alle pellicce nelle Montagne Rocciose.  Visse a lungo tra le tribù dei Nativi Indiani Arapaho e Cheyenne. Poi nel 1840 viene assoldato da John C.Fremont in una spedizione in California, Oregon e la zona del Grand Basin. Fremont traccia la mappatura e scrive rapporti sull’Oregon Trail ad incoraggiamento dei pionieri che puntavano ad ovest. Ed è in questa narrativa che Carson trova ampie citazioni della spedizione.

La vita del Mountain Man dal 1829 al 1841 a cavallo del fido Apache è ben tracciata nel libro The Life and Adventures of Kit Carson, the Nestor of the Rocky Mountains di De Witt C. Peters. Il libro é la prima biografia di Carson e fu stampato nel 1858. Fu all’età di 19 anni che Carson iniziò la carriera di mountain man, viaggiando in molte zone dell’American West con famosi mountain men quail Jin Bridger ed Old Bill Williams. Trascorse l’inverno1828–1829 come cuoco di Ewing Young a Taos, New Mexico. Si unisce alla spedizione di caccia di Young nel 1829 e sotto la sua guida e la sua esperienza diventa esperto delle vita di montagna. Non manca una esperienza di trapper nel 1830 lungo il Colorado  River.

Carson si unisce ad una carovana a Taos, apprendendo l’arte di andare a cavallo e della doma dei cavalli. Poi s’unisce ad una nuova spedizione guidata da Thomas Fitzpatrick nel 1831. Fitzpatrick ed I suoi cacciatori di pellicce si diressero a nord nel cuore delle Montagne Rocciose. Carson cacciò nel West per almeno dieci anni, conosciuto quale uomo fidato e buon lottatore. Nonostante ciò la vita di mountain man per Carson non fu proprio facile. Dopo aver cacciato castori nelle trappole, era obbligato a tenerle per mesi fino all’annuale ROCKY MOUNTAIN RENDEZVOUS che si teneva in zone remote del West, come ad esempio sule rive del GREEN RIVER in Wyoming. Vive di proventi della pellicce, spinto dalla necessità di una vita indipendente vissuta con pesca, farina e tabacco. Non esistevano possibilità di farsi curare da un medico, in regione nelle quali lavorava, curandosi da solo le ferite. I conflitti con taluni Nativi Indiani succedevano spesso. Il vestiario di Carson consisteva di pelli di cervo, che si era cucito dopo aver passato notti all’addiaccio. Questo vestiario li consentiva di proteggersi anche da alcune armi usate dagli Indiani. Gli orsi grizzly erano tra i massimi nemici dei Mountain Men; un incidente specifico successe a Carson nel 1834 mentre stava cacciando da solo un cervo. Due orsi s’incontrarono sul percorso di Carson facendolo fuggire in cima ad un albero. Un orso tentò di scuotere la pianta per farlo cadere, ma non ci riuscì e si allontanò. Carson ritornò al suo campo il più velocemente possibile e scrisse nelle sue memorie –  Memoirs – che: “Quell’orso finalmente decise di andarsene, per la qual cosa ne ero ben contento, poiché non ho mai avuto così tanta paura nella mia vita.”

L’ultimo RENDEZVOUS si tenne nel 1840, quando il commercio delle pellicce diminuì. La moda di Londra, Parigi, New York richiedeva cappelli di seta piuttosto che di pelliccia di castoro. Inoltre la popolazione dei castori in Nord America declinò rapidamente a causa dello sfruttamento intensivo. Carson comprese così che era tempo di cambiar lavoro.  Sempre nelle sue Memoirs afferma: “I castori scarseggiavano, divenne necessario tentare di fare qualcosa d’altro.”

Fu assunto a Bent Fort in Colorado, uno dei più grandi fortini del West ove lavoravano e vivevano centinaia di persone, per le quali Carsoncacciava per sfamarli: bisonti, cervi, antilopi ed altri animali. Era pagato un dollaro al giorno. Ritornò nuovamente spesso nel corso della sua vita a Fort Bent, sempre per procacciare cibo ai residenti.

Carson a 19 anni cercava non solo l’ispirazione delle montagne aspre, seguendo il suo spirito libero ma cercando sempre azione ed avventura. Addirittura si sa che cercò di uccidere un Indiano e nel farlo prese il suo scalpo. Le storie di Indiani ostili si ripetono nelle sue Memories; nel  1833, i guerrieri della tribù Crow rubarono nove cavalli dal suo campo e nelle memorie ne descrive la sofferenza nel recuperarli, facendo fuggire gli Indiani verso il proprio accampamento e riuscendo nell’impresa. Proprio i Blackfoot erano una tribù ostile che pose molti problemi alla vita di Carson, alla sua sicurezza. Egli odiava i Blackfeet, tanto da ammazzarli ogni volta che ne aveva l’occasione. Lo storico David Roberts scrive: “Era sottinteso che i Blackfeet erano Indiani cattivi: ammazzarli era l’istinto ed il compito di un mountain man.” Molteplici furono gli incontri di Carson con i  Blackfeet, ed una battaglia nella primavera del 1838. Viaggiando con altri circa cento mountain men guidati da Jim Bridger, nel Montana il gruppo trova una tenda tepee con al suo interno tre Indiani accatastati. Erano i copri di morti da vaiolo, e benché Bridger desiderasse proseguire, Carsoninsistette nel voler uccidere i Blackfeet. Fino a quando trovarono un villaggio Blackfoot ed ammazzarono 10 guerrieri della tribù.

Col trascorrere della vita Carson divenne più indulgente e la sua nozione degli Indiani divenne più flessibile e più umana. Addirittura sollecitò il governo di devolvere della terra per organizzare riserve per uso degli Indiani e – in qualità di agente Indiano e sotto la sua guida – è comprovato che venivano trattati onestamente, con correttezza, nutriti e vestiti appropriatamente. Si sposò con una donna Arapaho,  Singing Grass. Carson si sposò tre volte, le prime due con donne Indiane; la terza fu Messicana. Non ne scrisse mai delle sue donne Indiane nelle sue Memoirs, presumibilmente perché temeva di essere identificato come a “squaw man”, non ben invisi dalla società civile. Nel 1836, Carson incontra una donna di nome Waanibe (Singing Grass) ad un raduno di mountain man sul Green River in Wyoming. Per conquistare questa donna bella ed ambita da numerosi mountain men innamorati, Carson dovette battersi contro un trapper Francese di nome Chouinard, vincendo nonostante la pallottola  sfiorasse i suoi capelli nel duello. Carson sposò Singing Grass che lo sostenne nei suoi bisogni e lo seguì nei suoi viaggi di trapper. Ebbero una figlia, Adaline, alla nascita della quale Singing Grass morì dando vita ad una seconda figlia che morì più tardi in un incidente. La vita di un mountain man non consentiva di viaggiare con una bambina, che fu affidata a sua sorella sister Mary Ann Carson Rubey a Sait Louis, Missouri. Nel 1841, Carson sposa una donna Cheyenne, di nome Making-Out-Road. Verso il 1842, Carson incontra Josefa Jaramillo, figlia di un ricco magnate Messicano, di Taos. Sposa la quattordicenne  nel 1843, ed ebbero otto bambini.

TOUSSAINT CHARBONNEAU

Toussaint Charbonneau (1767 – 1843) esploratore Franco-canadese e commerciante, membro della Spedizione di Lewis e Clark, fu anche il marito della fanciulla Indiana Shoshone, Sacagawea. Nativo del Quebec a Boucherville, comunità con forti legami con il commercio di pellicce. Lavora per un certo periodo come cacciatore di pellicce per la North West Company fondata dagli Inglesi ed una delle più potenti della nazione, all’epoca. Mentre viveva con la tribù degli Hidatsa in North Dakota, Charbonneau comprò una fanciulla Shoshone dagli Hidatsa: Sacagawea, Bird Woman. La ragazza era stata catturata in una delle annuali razzie e battute di caccia verso il west. Quando si sposò con Sacagawea nel 1804, era già sposato con Otter Woman, un’altra donna Shoshone. Charbonneau le considerava entrambe mogli. Nell’estate del 1804, Sacagawea rimase incinta del loro figlio. Nel Novembre dello stesso anno i due esploratori Lewis e Clark giunsero nella zona e costruirono Fort Mandan, nel North Dakota. A Charbonneau fu chiesto di aggregarsi alla spedizione in qualità di interprete, parlando Francese ed Hidatsa e viaggiando con due donne Shoshone al seguito. Charbonnaeau accettò stabilendosi con le mogli a Fort Mandan e nel Febbraio 1805 nacque il figlio Jean-Baptiste, soprannominato Pomp, che in lingua Shoshone significa primogenito.

Durante l’inverno ed i preparativi delle spedizione, Charbonneau si era fatto una propria idea sul suo ruolo con Lewis e Clark e, non soddisfatto di star di guardia o di fare lavori manuali, a Marzo abbandona la spedizione ma alla fine rientra scusandosi. Sembra che il suo valore durante la spedizione non  sia stato determinante, spesso irritando Meriwether Lewis per le sbadataggini a la sua impazienza. Nonostante tuttoCharbonneau contribuì sovente al successo della spedizione, aiutando il corpo degli esploratori durante un incontro con trapper canadesi, cucinando i pasti e commerciando cavalli nell’accampamento degli Indiani Shoshone. Charbonneau e la sua famiglia rimasero con la spedizione fino all’agosto 1806, pagando con $500.33, un cavallo ed un lodge, per aver trascorso 19 mesi unito alla spedizione. Ricevette pure la proposta di Clark di risiedere dopo la spedizione a St.Louis, ma declinò preferendo vivere on gli Indiani Mandan ed Hidatsa. Ma nel 1809 la famiglia si stabilì a St.Louis per poter educare Jean Baptiste. Charboneau si dedica alla coltivazione della terra, poi abbandonata dopo alcuni mesi lasciando Sacagawea alla cura del figlio con l’aiuto di William Clark.

Iniziò a lavorare con la Missouri Fur Company risiedendo a Fort Manuel Lisa Trading Post, oggi in North Dakota. Durante questo periodo Sacagawea rimase incinta portando alla luce una bambina di nome  Lisette. Poco dopo la donna morì, nel Dicembre 1812. Lisette fu trasferita a St.Louis per vivere con Jean Baptiste. L’anno successivo Charbonneau firma la custodia formale di suo figlio Jean Baptiste e della figlia Lisette con William Clark.

Si sa che Charbonneau ebbe cinque mogli Indiane, tutte giovani e che le sposò all’età di 16 anni o ancor più giovani. L’ultima sua moglie, una ragazza Assiniboine, aveva 14 anni quando lo sposò nel 1837 e lui aveva già più di 70 anni. Non si conosce la data, ma si ritiene che Charbonneau sia morto nel 1843 a Fort Mandan, North Dakota,ove é seppellito. Alcuni invece credono che sia sepolto a Richwoods, Missouri con una pietra tombale con l’iscrizione “Toussaint Charboneau, 1781-1866” , date ovviamente sbagliate.

HUGH GLASS

Hugh Glass (c. 1780–1833) fu un cacciatore di pellicce Americano ed uomo di Frontiera famoso per le sue imprese nell’American West durante la prima parte del 19° secolo. Nativo della Pennsylvania, da genitori Irlandesi, fu esploratore delle rive dell’Upper Missouri River nei Stati attuali di North Dakota, South Dakota e Montana. Fu soprattutto famoso quale eroe popolare della Frontiera, per la sua leggendaria camminata attraverso la regione, dopo essere stato assalito e ferito gravemente da un orso grizzly. Una vera e propria Odissea, il tragitto percorso nel 1823. Vicino alla biforcazione del Grand River, oggi nella Paerkins County, nell’agosto del 1823 mentre perlustrava la zona con alcuni compagni nel commercio delle pellicce, Glass sorprese una madre di orso grizzly con i suoi due piccoli. Prima di poter afferrare il fucile, l’orsa lo caricò e lo stese al suolo, nell’intento di proteggere i suoi piccoli. Glass si rialzò, prese un coltello e si difese, attaccato dall’orsa a zampate sul volto e sul dorso. Glass riuscì ad uccidere l’orsa con l’aiuto dei compari, Fitzgerald e Bridger, ma subì profonde ferite che lo lasciarono in stato di incoscienza. Gli amici si convinsero che l’uomo non poteva sopravvivere ed Henry chiese a due volontari di stare con Glass fino alla sua morte e poi seppellirlo. Ma Bridger, di 19 anni e Fitzgerald di 23 iniziarono a scavare una fossa – credendo erroneamente che Glass fosse morto – quando il gruppo procedette il proprio cammino, raccontarono di essersi anche dovuti difendere da un attacco degli Arikara. Ma nonostante le ferite al volto, Glass riprese conoscenza e si trovò abbandonato, senza armi o equipaggiamento, con una gamba rotta, le costole sulla schiena completamente a vista ed il corpo ferito. Mutilato e solo si trovava a 320 km. dal più vicino insediamento americano, Fort Kiowa nel Missouri. In una tra le più notevoli traversate a piedi che si conosca nella storia, Glass si resse sulle proprie gambe, si fasciò nella pelliccia dell’orso che i suoi compagni avevano steso sul suo corpo e cominciò a strisciare sul suolo. Per prevenire infezioni ed attacchi di animali,  Glass appoggiò la sua schiena ferita su un legno in putrefazione e lasciò che i vermi mangiassero la carne morta. Evitando di percorrere il fiume Grand River per il pericolo degli Indiani ostili, si portò a sud dello  Cheyenne River usando Thunder Butte, quale punto di riferimento visibile per chilometri. Ci mise sei settimane per raggiungere il fiume Cheyenne River. Sopravvisse nutrendosi di bacche e radici. Una volta riuscì anche ad scacciare due lupi da una carcassa di vacca e si nutrì dei resti . Aiutato da amici nativi che cucirono la pelle di orso sulla sua schiena a copertura delle ferite, e fornendogli cibo ed armi per difendersi, Glass riuscì a trovare il fiume Cheyenne River, solcandone le acque violente e navigando  verso sud per raggiungere alla fine vivo il Fort Kiowa. Dopo una lunga degenza, si rimise in cammino per vendicarsi Bridger e Fitzgerald. Una volta trovato Bridger, sullo Yellowstone in prossimità delle bocche del fiume Bighorn Rover, Glass lo risparmiò per le sua giovane età. Quando trovò Fitzgerald, scoprì che si era arruolato nell’Esercito e lo risparmiò per non subire la condanna a morte per aver ucciso un militare. Riuscì a recuperare il suo fucile, dato per perso. La tumultuosa odissea della sopravvivenza di Glass é un molteplici libri. Un monumento a Glass si erge nel luogo ove fu aggredito dall’orsa, sulle sponde meridionali della riserva d’acqua Shadehill Reservoir, alla biforcazione del fiume Grand River, nella Hugh Glass Recreation Area a sud di Lemmon in South Dakota.

La grande avventura di Glass iniziò nel 1822 quando risposte ad un’inserzione sul Missouri Gazette and Public Adviser, del Generale William Ashley che cercava un corpo di 100 uomini per risalire il fiume Missouri, in una spedizione avventurosa. Questi uomini furono più tradi chiamati Ashely’s Hundred. Tra questi, i famosi James Beckwourth, Thomas Fitzpatrick, David Jackson, John Fitzgerald, William Sublette, Jim Bridger, e Jedediah Smith.

Già all’inizio della spedizione Glass si confermò gran cacciatore di pellicce, rimanendo ferito in una scaramuccia con gli Indiani Arikara; successivamente effettuò un viaggio con 13 uomini in difesa di Fort Henry e dei commercianti di pelli, alle bocce del fiume Yellowstone River. La spedizione capitanata da Andrew Henry procedeva dal Missouri alla valle del Grand River, oggi South Dakota, poi attraverso  la valle dello Yellowstone. Glass tornò molte volte nella Frontiera sia come trapper sia come cacciatore di pellicce. In tarda età fu impiegato come cacciatore  Fort Union. Rimase ucciso con due compagni trapper nell’inverno del 1833 sul fiume Yellowstone River, durante un attacco da parte degli Indiani Arikara.

Il FILM REVENANT

«Prendete le avventure realmente accadute di uno dei piú grandi personaggi del West, aggiungeteci un sacco di dettagli, raccontatele con uno stile secco ed essenziale, dategli un ritmo da film d’azione: ecco che avrete Revenant». «Salt Lake Tribune»

Michael Punke ricostruisce la storia vera di Hugh Glass, eroe celeberrimo della mitologia western, restituendolo alla dimensione che, piú di ogni altra, può rendere giustizia alla sua incredibile vicenda biografica: quella del romanzo. Da Revenant Alejandro González Iñárritu sta girando un film, con Leonardo Di Caprio e Tom Hardy, in uscita nel 2015.

“Hugh Glass era morto. Doveva essere morto. Nessun uomo normale sopravvive all’assalto di un grizzly, agli artigli lunghi quindici centimetri che fanno a brandelli schiena e collo, alla ferocia di un morso che lacera le carni. Ma come era finito abbandonato in fin di vita, in quel posto dimenticato da Dio nel Nordovest degli Stati Uniti? Glass è un esploratore e un cacciatore di pellicce che nel 1822 prende parte a una spedizione lungo il fiume Missouri e i suoi affluenti: all’epoca quel territorio era di fatto inesplorato (la prima missione, quella di Lewis e Clark, risale a soli diciotto anni prima), selvaggio e minaccioso come solo la Frontiera sa essere. L’ultimo avamposto americano, uno sperduto forte dell’esercito, è lontano una settimana di cammino: il resto è territorio di caccia di Sioux tutt’altro che in buoni rapporti con l’uomo bianco. È qui che Glass, separatosi dal gruppo per trovare provviste, viene assalito da un orso. Vedendo in che condizioni l’ha ridotto l’animale, i compagni si convincono che gli resta poco da vivere: il grosso della spedizione procede nel suo viaggio, lasciando il trapper con due uomini, John Fitzgerald e Jim Bridger, incaricati di vegliare le sue ultime ore. Ma il destino sembra avere un conto in sospeso con il trapper: al terzo giorno di agonia, i tre uomini avvistano un gruppo di guerrieri indiani. Fitzgerald e Bridger, presi dal panico, abbandonano Glass, rubandogli le armi e il coltello, lasciandolo solo, disarmato, accanto alla fossa che già avevano scavato per lui, in balía degli indiani. Sembrerebbe la fine di Hugh Glass e invece è solo l’inizio. È a questo punto, infatti, che Glass diventa il protagonista di un’incredibile odissea che possiede la grandiosità della leggenda e la fondatezza della cronaca storica. Intraprende un viaggio di tremila miglia, attraverso le condizioni piú estreme, sopravvivendo ai pericoli e alle minacce della natura e degli uomini, diventando amico e alleato di popoli sconosciuti, mosso unicamente dalla piú incrollabile delle volontà: quella di un uomo che cerca la sua vendetta”.

JIM BRIDGER

James Felix Bridger, conosciuto come Jim Bridger (17 Marzo, 1804 – 17 Luglio, 1881), fu uno dei più famosi mountain men e trapper, scout e guida che esplorò gli Stati Unti del West durante il periodo tra il 1820 ed il 1850. Fu anche mediatore tra le tribù native indiane ed i bianchi. Aveva discendenza Inglese e la sua famiglia era stata in Nord America dagli inizi del periodo coloniale. Jim Bridger ebbe una costituzione robusta che gli consentì di sopravvivere alle estreme condizioni di vita nelle Montagne Rocciose, dal Colorado fino ai confine con il Canada. Sapeva parlare francese, spagnolo e molteplici lingue native indiane. Ebbe relazioni dirette con figure del primo West, tra le quali Kit Carson, il generale Armstrong Custer, John Fremont, Joseph Meek e John Sutter. Nacque a Richmond, Virginia. Bridger ha esplorato, cacciato e percorso nuovi sentieri dal 1822. Poteva organizzare qualsivoglia carovana, dando avviso da vero esperto su ogni aspetto del West, su qualsiasi percorso e in qualsivoglia luogo.

Nel 1822 a 17 anni parte con il generale William Ashely nella spedizione dell’Upper Missouri River. Fu tra i primi uomini bianchi a vedere i geyser o le meraviglie naturali della regione dello Yellowstone. Nell’inverno 1824-1825, Bridger guadagnò fama per essere stato il primo Europeo Americano a vedere il Great Salt Lake.

Jim Bridger ed altri trapper nel 1840 comprarono la compagnia di Ashley e crearono la Rocky Mountain Fur Company che era in concorrenza con la Hudson Bay Company e con l’American Fur Company nel campo delle pellicce di castoro. Nel 1843 Jum Brider e Louis Vasquez costruiscono un trading post che più tardi venne chiamato FORT BRIDGER, sulla sponda occidentale del Black Foot, ramo del Green River, battuto dai pionieri dell’Oregon Trail.

Nel 1835 sposa una donna nativa della tribù dei Flathead Indian, dalla quale ha tre figli. Dopo la morte della donna nel 1846, sposa la figlia di un capo Shoshone; questa muore mettendo al mondo un figlio. Nel 1850 posa la figlia del guerriero capo indiano Washakie, con la quale ha due bambini.

Nel 1850 Jim Bridger si mise in esplorazione per trovare un’alternativa alla strada per il South Pass e trovò alla fine, il passo che più tardi si chiamò Bridger’s Pass che accorciava l’’Oregon Trail di almeno una novantina di chilometri. Lo stesso Bridger’s Pass fu poi scelto quale strada sia dalla Union Pacific Railroad, così come dalla Interstate 80. Nel 1864 tracciò il Bridger Trail una strada alternativa alle miniere d’oro del Montana, evitando il pericoloso Bozeman Trail. Successivamente fu guida e scout dell’esercito durante la prima Spedizione al Poweder River contro gli Sioux e gli Cheyenne che bloccavano il Bozeman Trail, con la Guerra di Nuvola Rossa. Nel 1865 si ritirò a Fort Laramie afflitto da gotta, artrite e reumatismi ed altri problemi di salute. Fece ritorno nel Missouri a Westport nel 1868, tentando di incassare invano l’affitto dell’uso di Fort Bridger da parte governativa.

Morì nella sua fattoria di Kansas City a 77 anni e la sua tomba vi rimase senza scritte per 23 anni, in un cimitero senza denominazione a pochi passa dalla fattoria; poi i suoi resti furono re-interrati nel famoso Mount Washington Cemetery ad Independence nel Missouri, nel 1904. Non a caso le scuole locali ad Indipendence portano il nome del mountain man.

Una scultura di Bridger dell’artista David Alan Clark si trova  a Fort Bridger nel Wyoming.