Attractions in Montana

BUFFALO JUMP

Il Madison Buffalo Jumo di Madison si trova sul limite di una grande vallata scavata dal fiume Madison River, grande parete di roccia calcarea usata per 2.000 anni dai Nativi Indiani, fino a poco più di 200 anni fa. I nativi attiravano la mandria di bisonti verso il dirupo di questo crinale semicircolare, per poter poi sfruttare ogni parte dell’animale per alimentarsi, per forgiare utensili e trattare il pellame per le tende e l’abbigliamento. Talentuosi corridori nativi, ben allenati in velocità e resistenza, indossavano pelli di bisonte, antilope o lupo attirando il bisonte sulla cresta della parete di roccia, fino a spingerlo nel dirupo. Il Buffalo Jump era spesso la chiave della sopravvivenza delle tribù native indiane.

L’introduzione del cavallo portò gradualmente all’abbandono di questa tecnica dopo il 1700, questi promontori aspri oggi sono un monumento d’ispirazione ai primi abitanti di questa regione. Il parco include tutti gli elementi geografici di un sito “jump” ed altre evidenti reperti per offrire al visitatore uno sguardo nelle culture che usavano questi stili di caccia. Cartelli informativi aiutano a capire gli eventi drammatici che avvennero in questo luogo per almeno 2.000 anni. Ossa di bisonte sono ancora seppellite alla base del precipizio, mentre gli archeologici hanno scoperto I crèche degli accampamenti tepee, con un esteso villaggio. Con un po’ d’immaginazione è facile visualizzare la scena incredibile di una caccia al bisonte, il momento della caduta nel precipizio, a l’attività frenetica che ne seguiva. La località è a Three Forks ed il Jump è parte del sistema dei Parchi Statali del Montana; dispone di molteplici attività outdoor: birdwatching, biking, avvistamento fauna selvatica, fotografia e picnic.

Interessante la visita al First Peoples Buffalo Jump State Park  é un sito archeologico che propone molto probabilmente il più grande dirupo di caccia al bisonte in Nord America. I Nativi usarono questo luogo per almeno 1000 anni prima dell’arrivo di Lewis e Clark. E’ una roccia d’arenaria lunga più di 1 km; si vedono tracce sul terreno in cima alla roccia e ci sono oltre 5 m di resti compatti di bisonte ai piedi del burrone. Il parco dispone di un centro interpretativo, di sedute per picnic e di una prateria protetta popolata di praterie dog con la coda nera. E’ un omaggio al bisonte ed alle genti primordiali che hanno popolato queste terre: è un luogo colmo di storia e di informazioni con mostre sui bisonti, un cerchio di narrazione di storie, un’aula ed una galleria, una libreria. All’aperto un anfiteatro e giochi tradizionali in un campo apposito. Per centinaia di anni i Nativi hanno spinto mandrie di bisonti nei dirupi. Oggi la cima del dirupo offre panoramiche selle Montagne Rocciose e della valle del Missouri River , i promontori ed i pascoli caratterizzanti la fisonomia delle High Plain. Il sito richiede almeno due ore per essere esplorato. Si trova a Ulm, nelle immediate vicinanze di Great Falls.


CHARLES RUSSELL MUSEUM

Chi ama l’arte, la vita avventurosa e le grandi storie dell’Old West non può non apprezzare il Charles Russell Museum a Great Falls che include una vasta collezione d’arte western e la più grande collezione del mondo delle opere del famoso pittore e scultore Charles Russell, a lungo un residente della città, nativo del Montana.  Acclamato da visitatori di tutto il mondo, vanta 2.000 pezzi di Russell – il “cowboy artist” -, dipinti e sculture bronzee di cowboy, nativi Indiani e paesaggi dell’Old West, così come un’impressionante collezione di armi da fuoco di Browning e di opere appartenute a O.C. Seltzer, Gary Schildt, altro artista western. Da non mancare la mostra The Bison: American Icon, Heart of the Plains Indian Culture organizzata con diorama e che pone a confronto con il grande mammifero delle praterie Americane.

Si visita anche il famoso bar del Mint Saloon ove Russell ed amici solevano trascorrere ore ed ore durante i primi tempi. Proprio accanto al museo c’è il famoso studio di tronchi d’albero dell’artista, ricavato da pali  di cedro rosso delle linee telefoniche del 1903. Entrandovi si ottiene una giusta idea del primo affascinante West e di come il pittore riuscì a ritrarne paesaggi e momenti della storia. Da non perdere la dimora dei Russell, risalente al 1900 e costruita con ben 800$ del’epoca; la signora Russell ne curò la costruzione e l’arredo con pregiata mobilia all’epoca. Entrambi studio e dimora sono designati luoghi storici.


LE GHOST TOWN

La “Ghost Town” Virginia City nel sud-ovest del Montana narra la storia della corsa all’oro. Il 26 Maggio 1863 un gruppo di sei uomini decide di accamparvisi, accanto ad un ruscello di montagna che avevano seguito quale traccia del loro cammino. A pochi giorni di marcia da famoso campo di Bannack per l’estrazione dell’oro. Quattro del gruppo decidono di perlustrare la zona, e scoprono uno dei depositi minerari più ricchi del Nord America.  Questo evento ha dato inizio alla storia del Montana poiché a poche settimane dalla scoperta centinaia d’avventurieri e cercatori disperati si raggrupparono lungo le rive del ruscello che fu chiamato “Alder Creek.” Nove campi minerari presto furono scoperti nel raggio di soli 14 miglia dal fiume e dalla gola. Sorsero diversi accampamenti: Summit City, Pine Grove, Highland City, Bear Town, Central City, Nevada City, Adobetown e Junction City. Ma il vero “gioiello” fu Verona. Nel giro di 1 anno il Congress creò il Territory of Montana and Virginia City che presto si svilupparono in città, le più importanti delle Rocky Mountains. La popolazione di Alder Gulch raggiunse tra gi 8.000 ed i 10.000 abitanti, per lo più residenti a Virginia City che divenne culla di pittoresche storie del Montana. Fu – infatti – la prima capitale dello stato, sede del primo giornale l Montana Post, del primo meeting della Montana Historical Society, sede della prima scuola e della prima loggia massonica. Ancora oggi gli edifici sono associati a questi record storici e rimangono conservati offrendo uno sguardo straordinario nell’architettura e nella vita quotidiana del 1860. 

Virginia City è anche la città di una della più controverse organizzazioni della storia del Montana, i Vigilantes. Nel 1875 però l’attività estrattiva diminuisce sensibilmente ad Alder Gulch così come la popolazione locale e la maggior parte degli accampamenti sono abbandonati per lasciare solo circa 800 persone, di cui il 40% cinesi che lavorarono diligentemente nei siti abbandonati per anni ed anni. Il Montana rimuove la capitale e la mette nella prospera città di Helena, che ancora oggi è capitale dello stato. Tra il 1863 ed il 1889 almeno 90 milioni di dollari in oro furono estratti da Alder Gulch, circa 40 miliardi di dollari odierni. Ma il tesoro che rimane oggi è ovviamente la preservazione delle cittadine storiche gioiello, Virginia City e Nevada City. Nel 1961 Virginia City è dichiarata National Historic Landmark ed è ora gestita dalla Montana Heritage Commission dopo che lo stato l’ha meravigliosamente restaurata, mantenendo i suoi edifici storici ed i manufatti. Oggi vi vivono 132 persone.  I minatori del West vi giunsero dalla California seguendo il Columbia River via fiume o via terra sulla Mullan Road nel 1860. Uomini d’affari e pionieri vi giunsero lungo il Bozeman Trail, che in parte oggi è nel National Register of Historic Places. I cammelli per il carico merci vi giunsero nel 1865; l’elettricità per l’illuminazione nel 1892; la prima scuola nel 1866. Virginia City era la città di fornitura ed equipaggiamento per i viaggi allo Yellowstone durante gli anni del 1860 e 1870 e servì anche quale primo sito amministrativo quando fu creato il Parco Nazionale dello Yellowstone nel 1872. La prima compagnia teatrale fu formata a Virginia City nel 1864 ed oggi i Virginia City Players forniscono intrattenimento ai visitatori.

In quel decennio Virginia City era conosciuta quale “Social City”: balli e danze si tenevano in ogni occasione ed i club delle donne erano considerati innovativi e riformatori per l’intrattenimento letterario. L’estate oggi offre tour in treno tra Virginia City and Nevada City, ferrovia creata nel 1964 con la locomotiva Baldwin del 1910 perfettamente restaurata. La città con un centinaio di edifici storici dal 1863 ai primo del ‘900 e circa 40 interpreti offre favolose iniziative durante i weekend estivi dal Memorial weekend fino al Labor Day weekend.

Teatro, balli d’epoca vittoriana, giri in diligenza, in treno e a Nevada City si può vedere un processo ai minatori, un’impiccagione dei Vigilantes o un assassinio di un locale. Nevada City Music Hall conserva una collezione di macchine musicali, pianole e pianoforti: é la più ampia al mondo aperta al pubblico. Nel 2013 Virginia City ha celebrato 150 anni. Nevada City dista da Virgina Ciy sono 3 km  e conserva 14 edifici storici oltre ad una collazione di altri cento raccolti da plurime mete del Montana.

E’ possibile pernottare sia a Virginia che a NevadaCity rispettivamente presso il Fairweather Inn e il Nevada City Hotel & Cabins, entrambi strutture datate 1860!

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GRANT-KOHRS RANCH

Il Grant-Kohrs Ranch Historic Site – un working cattle ranch storico – si trova a Deer Lodge, nel Montana, che è una piccola comunità con stazione di benzina, negozi alimentari, ristoranti, alberghi e campeggi, oltre ad un Post Office. Il ranch è  un Parco Storico Nazionale Americano raggiungibile dalla I-90 tra Yellowstone National Park e Glacier National Park, a solo 1 km. dall’uscita 184 e a circa 4 km. dall’uscita 187. Ingresso gratuito.

Grandi spazi aperti, il duro lavoro dei cowboy, i cavalli, le vaste mandrie di manzi, sono il forte simbolo americano che si ritrova in questa attrattiva storica. Un tempo il ranch fu la sede dell’impero delle mandrie (35 milioni di ettari di estensione). Oggi questo ranch preserva e commemora il ruolo del cowboy mandriano nella storia americana. E’ aperto tutti i giorni fino al pomeriggio, ad eccezione di alcune festività Americane, Thanksgiving, Natale e Capodanno. D’estate i ranger conducono una varietà di programmi e dimostrazioni giornaliere: passeggiate  nella natura,  si segue la vecchia Milwaukee Railroad per ammirare in una laguna l’avifauna acquatica  oppure ci si immerge nei pascoli per vedere le mandrie e dominare splendide vedute.

Il sogno del benessere attirò i primi mandriani nel Montana. La praterie erano aperte, non recintate, pronte per sfamare le mandrie con erba prosperosa e spaziare ulteriormente in nuovi pascoli. Gli unici ostacoli erano rappresentati dai bisonti e dai Nativi Indiani, ma nel 1860 erano stati superati. Molte delle mandrie si costituivano commerciando con gli emigranti verso il West. Verso la fine del 1870 i cowboy conducevano le mandrie per lunghe transumanze dal Texas ai migliori pascoli del Montana, aggiungendo razze spagnole a quelle inglesi già ben inserite, con lo scopo di moltiplicare le mandrie. Nel 1885 il mantenimento di mandrie divenne un business tra i migliori nelle High Plain, tanto che investitori stranieri e speculatori dell’Est si buttarono in tutta questa prosperità. Man mano che si moltiplicavano i ranch e le mandrie, sorsero ovviamente problemi: lo sfruttamento del pascolo. Fu proprio in un duro inverno del 1886-87 che si registrarono perdite enormi, circa un terzo fino a metà di tutte le mandrie delle praterie del nord. Molti mandriani si rovinarono e non riuscirono più a riprendersi.  L’industria del bestiame durò solo tre decenni. Pochi tra i suoi uomini e donne pionieri fecero fortuna, che si ricordi ancora oggi. Dagli inizi l’industria si è evoluta ad un sistema più scientifico di ranch odierno, sempre con i propri rischi ed incertezze. Il Grant-Kohrs Ranch è un fedele spaccato del pionierismo imprenditoriale nel bestiame: completo di mobilia originale ricorda un importante capitolo della storia del West.

Conrad Kohrs era conosciuto quale “Cattle King” nel Montana; al suo apice arrivò a gestire una pascolo immenso che copriva quattro stati ed il Canada. Tra gli edifici storici si ammirano: la rimessa, la dimora storica, la stalla, il maniscalco, la baracca dei lavori, i capanni e recinti delle mandrie. I Kohrs erano gente molto ottimista: quando nel 1880 ampliarono la propria dimora con una sezione in mattoni, predisposero i cavi per l’elettricità che non era disponibile all’epoca, ma che arrivò due anni dopo.


BUTTE LABOR HISTORY CENTER

Il Butte Labor History Center offre uno sguardo quanto più informativo sul significato della storia internazionale dei lavoratori nella cittadina mineraria di Butte, dal primo sindacato dei Minatori all’assassinio di Frank Little. Il centro inaugurato a Giugno 2015 si trova al 49 West Park a Butte; aperto da Giugno a Settembre.

Un colorato montaggio di immagini, fatti storici e leader del movimento dei lavoratori adorna una sezione di oltre 370 mq., unitamente ad un  souvenir shop di proprietà degli Ackermans, con-proprietari dell’edificio. L’intenzione di questo centro non è quella di essere un museo con reperti. Le bandiere nazionali penzolano dal soffitto, una figura a dimensione reale del sindacalista Frank Little è esposta su una parete. Un angolo è dedicato ai quartieri etnici di Butte; un altro focalizza l’edificio storico Miners Bank Building e le sue varie incarnazioni durante i decenni. Tra i sindacati citati e ricordati: minatori, lattonieri, carpentieri, imbottigliatori di birra, birrai, insegnanti ed anche il sindacato Women’s Protective Union, uno dei primi sindacati femminili negli Stati Uniti.

Frank Little nasce nel 1879 e muore il 1° Agosto 1917; attivista sindacale fu linciato a Butte per il suo impegno sindacale e contro la Grande Guerra. Nel 1906 aderì all ‘Industrial Workers of the World (IWW) organizzado minatori, taglialegna e lavoratori dei pozzi di petrolio. Fu membro del direttivo dei sindacati quando fu assassinato. Grande oppositore del capitalismo e della Grande Guerra, giunse in Montana dalla California ove iniziò le sue attività politiche, con tappe significative nello stato di Washington e nel Minnesota.  Il suo arrivo a Butte, Montana è legato al drammatico evento del Giugno 1917 con la morte di 168 minatori a causa di un incendio divampato in una delle miniere di rame di Anaconda. Sostenne in minatori e li aiutò nella formazione di un sindacato e nella protesta contro la Anaconda Copper Company. Ad Agosto fu rapito ed ucciso barbaramente, impiccato ad un passaggio a livello della ferrovia, con un cartello allacciato alla coscia: “First and last warning” – un chiaro rimando ai Vigilantes che solevano dare tre avvertimenti – seguito da tre cifre che presumibilmente davano le misure della bara e dalle iniziali di altri attivisti sindacali minacciati di morte. Nessuno mai fu accusato, processato o condannato.

Il Butte Anaconda National Historic District é stato ampliato nel 2006 per raggruppare tutte le valenze storiche di questa zona che ha primeggiato per l’estrazione del rame. Il focus del centro è sul periodo storico tra il 1878 ed il 1932. Il centro si aggiunge ai diversi tour ed altre attrattive di Butte. Tra quelle da non mancare per completare il quadro storico del lavoro nelle miniere: il Miners Union Hall Memorial, l’Anaconda Road Massacre, il Sequestro di Frank Little, la Tomba di Frank Little, Il Grave Granite Mountain Memorial, la St.Paul’s Church, la Carpenters Union Hall e la Women’s Protective Union.

Il World Museum of Mining di Butte dispone di tour sotterranei ed è uno dei pochi musei del mondo che si trova esattamente nel luogo della miniera che un tempo rese Butte la Capitale Mondiale dell’Estrazione.  Il museo è aperto da Aprile ad Ottobre e dispone di tre tour giornalieri.