Attrattive

L’intera regione della Real America è colma di attrattive sia naturalistiche così come storiche e culturali con specifico riferimento al periodo pionieristico della WEST FRONTIER.

La natura è veramente ridondante sia per specie floreali sia faunistiche, ma una delle essenze del West è quanto mai iconica ed affascinante: il cavallo.

E’ indissolubile il binomio West-Cavallo, tanto che nel 1971 il Congress degli Stati Uniti ha dichiarato  che “I cavalli liberi e selvaggi ed i burros sono simboli viventi dello storico e pionieristico spirito del West, che continuano a contribuire alla diversità delle forme di vita nella nazione ed arricchire le vite degli Americani”. Noi aggiungiamo: arricchisce anche le nostre vite, poiché l’esperienza di poter ammirare da vicino una mandria di cavalli liberi, allo stato brado, che pascolano o galoppano nelle praterie è senza dubbio non solo emozionante, ma anche un’esperienza della libertà nella natura! Eccovi quindi alcuni suggerimenti di luoghi ove potete godere di tale spettacolo.

Il West è anche e soprattutto la grande epopea ed il mito che tutti noi coltiviamo nel nostro immaginario. Trovare e ripercorrere alcune di queste tappe storiche e leggendarie rientra nella mappa del vostro viaggio nella Real America. Vi segnaliamo pertanto alcuni temi che intrecciandosi ci presentano il ricco tessuto culturale del West. Dai dirupi ove gli Indiani Nativi conducevano mandrie di bisonte durante la caccia, alle città fantasma delle corsa all’oro, nonché i trading post ed i fortini, per arrivare alle Hall of Fame dedicate ai cowboy. Ma anche l’arte ha fatto la sua parte nel ritrarre il West. Scoprite alcune delle attrattive più significative del Montana, North Dakota, South Dakota e Wyoming!


CAVALLI SELVAGGI

MUSTANG. Una parola su tutte. Il mustang è il cavallo libero del West Americano, primo discendente dei cavalli portati dagli Spagnoli in America. I primi mustang – infatti – discendevano dal cavallo Iberico e si trovavano in Messico e Florida. Alcuni furono merce di scambio o furono rubati dai Nativi Indiani, tanto da popolare rapidamente il Nord America. Il cavallo fu presto usato dagli Indiani d’America rimpiazzando il cane usato quale animale da tiro per il traino, e contribuì immediatamente al successo di battaglie, scambi, ma soprattutto della caccia al bisonte. Si stima che nell’antico West ci fossero circa non più di 2 milioni di cavalli selvatici. Con il crollo sostanziale delle mandrie di mustang negli anni ’50 si istituì nel 1959 il così detto “Wild Horse Annie Act” una legge a protezione  della specie, poi perfezionata con una nuova legge del 1971.

I Nativi furono grandi allevatori di cavalli; tribù del Nord Ovest quali Shoshone e Nez Percè soprattutto. Furono proprio i Nasi Forati a distinguersi nella creazione della prima vera distinta razza Americana, l’Appaloosa.

Oggi i cavalli liberi e selvatici sono protetti dalla legge negli Stati Uniti, ma sono scomparsi da molteplici stati ove un tempo si trovavano numerosi. Si stimano circa 26.000 cavalli mustang ancora allo stato brado. Una buona parte nel Montana e nel Wyoming. Un’altra porzione di 34.000 esemplari è gestita in recinti.

Scoprite i luoghi ove potete ammirare i magnifici cavalli mustang, ma anche razze a voi sconosciute e caratteristiche dei nostri Stati, quali ad esempio il North Dakota.

MONTANA

I MUSTANG DELLE PRYOR MOUNTAIN

Le Pryor Mountain si trovano sul confine tra il Montana ed il Wyoming. La terra è aspra, con elevazioni tra i 1.200 ed i 2.400 metri. Il paesaggio si presenta con vaste praterie, campi, alberi e deserto arido. Il clima d’inverno è assai rigido mentre le estati sono molto calde e secche.

Nonostante questi contrasti climatici, geografici e paesaggistici le Pryor Mountains serbano il fascino di una piccola mandria di cavalli selvaggi: i Mustangs delle Pryor Mountain.

Per più di un secolo, i cavalli scorrazzarono liberi su queste montagne. Si presume che siano d’origine spagnola, come emerge da studi genetici e del sangue effettuati nel corso di lunghi anni. Se vi capitasse di vederli, trovereste delle corrispondenze nel mantello con la razza Europea di lignaggio spagnolo. Talvolta le colorazioni sono inusuali, ma considerate caratteristiche del cavallo spagnolo. Si pensa che questi cavalli siano scappati da mandrie originali d’appartenenza dei Nativi, e che alla fine abbiano trovato in questa zona il luogo più sicuro per vivere in libertà. Come per molte altre mandrie di cavalli allo stato brado, i Mustang delle Pryor vivono in gruppi di famiglie. Viaggiando tra queste montagne potrete trovare gruppi di 25 famiglie e diversi stalloni: le famiglie contano perlopiù 5-6 cavalli, tra cui uno stallone dominante, una giumenta leader, altre giumente e cavalli più giovani. L’atteggiamento generale dei cavalli è di seguire un leader ed i Mustangs delle Pryor non sono da meno. Sembra che qui gli stalloni prendano la decisione per il resto della famiglia, mentre in altre mandrie la decisione spetta alle giumente leader.

La mandria delle Pryor ammonta a 120-160 capi, e la popolazione sembra essere stabile nonostante barriere di tipo naturalistico e la presenza d’altri mammiferi. Si contano tra i 20 e i 30 puledri ogni anno. Poiché i cavalli hanno ben pochi nemici, si tenta di limitarne il numero; infatti, il Bureau del Land Management riunisce e seleziona gli animali ogni due/tre anni per mantenere il numero desiderato di capi.

Viaggiando in questa zona molti visitatori possono ammirare i cavalli selvaggi lungo la Bad Pass Highway, all’interno della Bighorn Canyon National Recreation Area. Piccole bande di cavalli sono avvistabili anche dalla strada asfaltata durante l’intero arco dell’anno. Si devono cercare i cavalli già a basse altitudini, proprio a nord dell’insegna del Mustang Flat.

I visitatori più avventurosi possono incontrare i cavalli in alta montagna, nelle praterie che circondano la Penn’s cabin, in estate e durante i primi mesi autunnali. Si suggerisce l’uso di vetture 4×4 per arrivare in queste zone poco battute.

Il Pryor Mountain National Wild Horse Range è una zona remota, selvaggia e che presenta condizioni meteorologiche assai variabili durante tutto il corso dell’anno. Le strade sono percorribili solo con una vettura a quattro ruote motrici, e sono perlopiù impervie, nonché non transitabili con il mal tempo.

Bisogna effettuare spedizioni organizzate, con equipaggiamento leggero, ma con generi di prima necessità: chi ama passeggiare in montagna porti con sé solo lo stretto necessario e provveda ad un rifornimento d’acqua poiché questa è disponibile solo a Sage Creek e Horse Shoe Bend, campeggi con apertura stagionale.

Ovviamente scordatevi il cellulare, poiché qui non funziona assolutamente !

Le Pryor Mountain ospitano diversi mammiferi: cervi, capre di montagna, orsi neri e puma. L’avifauna conta oltre 200 specie, ma la più popolare è certamente il tetraone blu, che vive nelle foreste e nelle praterie d’alta quota.

Le Pryor furono così denominate per il Sergente Pryor, il quale accompagnò la spedizione di Lewis & Clark attraverso la Yellowstone River Valley nel 1806. Questa catena di montagne è la continuazione delle Bighorn Mountains: il Bighorn Canyon separa le due catene. Per secoli, le Pryor furono la dimora di piccole bande di Nativi, specialmente nella parte meridionale, più aspra e secca, che forniva un ambiente ideale di protezione dagli inverni duri e freddi. I Nativi si spostavano sulle altitudini di montagna durante i mesi più caldi. Piante ed animali erano in grado di fornire sussistenza alle tribù. Inoltre, la presenza di depositi di pietre dure, forniva ai Nativi la materia prima per forgiare proiettili e punte di frecce, nonché strumenti di lavoro. Non è casuale, infatti, che i Nativi Crow usassero il termine “ArrowHead” riferendosi alle Pryor. I Crow considerano sacri molti luoghi sulle Pryor.

Come nasce il Pryor Mountain National Wild Horse Range? Alcuni coscienziosi abitanti si posero il problema della sopravvivenza di questi cavalli e, nel 1968, un gruppo convinse l’Interior Secretary Stewart Udall a devolvere un territorio situato sulle Montagne Pryor e pari a circa 12.000 ettari, quale area pubblica per i cavalli selvaggi. Quest’iniziativa fu la prima del suo genere negli Stati Uniti d’America.

A seguito di numerose iniziative a protezione dei cavalli selvaggi durante gli anni ’60, fu stipulato un Act chiamato The Wild Free-Roaming Horse and Burro Act, votato, firmato e siglato a legge dal Presidente Nixon nel 1971. La legge attesta che:

“ Congress finds and declares that wild free-roaming horses and burros are living symbols of the historic and pioneer spirit of the West; that they contribute to the diversity of life forms within the Nation and enrich the lives of the American People…

It is the policy of the Congress that the wild free-roaming horses and burros shall be protected from capture, branding, harassment, or death; and to accomplish this they are to be considered, in the area where presently found, as an integral part of the natural system of the public land.”

SOUTH DAKOTA

Black Hills Wild Horse Sanctuary: una delle rare aree private completamente selvagge e che ospitano quattrocento Mustang  Americani è proprio nelle Black Hills del South Dakota, a sud di Hot Springs. I cavalli corrono liberamente tra spettacolari canyon, foreste e praterie, lungo lo Cheyenne River. E’ un territorio di circa 4,5 ettari: un vero e proprio habitat naturale ove si incontrano anche coyote, puma, cervi, antilopi, tacchini selvatici, falchi. E’ una terra privata, un luogo ove ancora si può ammirare l’America come 300 anni fa. Un tempo terra sacra dei nativi Lakota, ad est si trovano le foreste di pini che hanno definito il nome “Black Hills”, le colline nere, ad ovest i canyon che tagliano la terra. Da nord a sud solo praterie che si stagliano verso l’orizzonte.

Black Hills Wild Horse Sanctuary  è gestito dall’Institute of the Range and American Mustang, organizzazione non profit che si occupa della libertà e della miglior qualità di vita dei cavalli selvaggi del Nord America. Questi cavalli non sono adottabili, pertanto vivono e muoiono in libertà nel South Dakota. E’ offerta l’opportunità di tour guidati in bus da Aprile fino ad Ottobre, sette giorni la settimana, a distinti orari. Prenotando sono disponibili i tour anche da Novembre a Marzo e ovviamente gli orari sono  limitati.

Un tour molto più avventuroso è l’Adventure Tour – infatti per solo tre persone -, ed è simile ad un safari. Si è accompagnati da una persona addetta, il fondatore della Riserva Dayton Hyde  e si viaggia nelle parti più remote su un mezzo fuori strada. Normalmente lo scopo di queste escursioni è anche quello di verificare la salinità dell’acqua, di controllare le mandrie dei cavalli, soprattutto quando nascono i puledri. Durante il safari si percorrono dirupi e strade molto primitive, si guadano le acque scure dello Cheyenne River, raggiungendo la parte della riserva denominata semplicemente Up-Top. Il tragitto è poco confortevole, ma lo spettacolo è garantito. Per chi seriamente ama i cavalli, l’Adventure Tour è un’opportunità straordinaria di vedere alcuni tra i più bei cavalli selvaggi della riserva. E’ anche il momento in cui si capisce profondamente il significato della riserva, la sua storia, la missione. Una cosa è comunque certa: solo una volta nella vita è possibile vedere così tanti cavalli che corrono liberi in un ambiente naturale ! Il Tour dura dalle quattro alle sei ore, esplorando interamente Up-Top; E’ incluso il pranzo con sandwich di carne genuina, patate, dolce e bevande. Si predispongono anche menù dietetici, su richiesta. Chi volesse può trascorrere la notte in un cottage rustico di legno, che si affaccia direttamente sul fiume Cheyenne. E’ assolutamente importante prenotare. Il costo globale di quest’escursione viene trattato quale donazione alla Riserva. La riserva non riceve alcun supporto finanziario dal Governo Federale o dallo Stato del South Dakota, bensì è unicamente finanziata tramite donazioni di privati e di turisti e la vendita dei puledri.

Si raggiunge percorrendo da Hot Spring la South sulla 71 per circa 16 km. verso il ponte sullo Cheyenne River, passato il ponte si trovano le insegne che conducono verso una strada che immette nel recinto ed al Visitor Center. La Riserva dista 1 ora e 15 minuti dal Custer State Park, 30 minuti da Hot Springs ed 1 ora e 30 minuti da Rapid City.

WYOMING

Il Wyoming non a torto si considera il Cowboy State, e conta forse il maggior numero di mandrie di cavalli selvaggi.

ESPERIENZA OUTDOOR a CAVALLO e NEI RANCH

Nel cuore del Wyoming l’area di WIND RIVER offre plurime attività equestri. Se pensate all’OLD  WEST, pensate automaticamente ai cavalli: nell’immaginario collettivo i cavalli sono sinonimo dello stile Western. Proprio a Wind River questo stile di vita esiste ancora. Non è insolito incontrare mandrie proprio in centro città: i cavalli sono dappertutto. Potete cavalcarli, accudirli, oppure semplicemente ammirarli dal finestrino della vostra auto o da un’arena ove si svolge una tipica fiera di paese. Molti sono i ranch disponibili: c’è di tutto, dal ranch autentico che propone una settimana di working-ranch, al lussuoso Ranch con piscina, cibo gourmet, tovaglie di fiandra. Anche l’andare a cavallo è diversificato. Le lente passeggiate lungo i sentieri di montagna sulle Rocciose: s’ascolta solo il “creak” della vostra sella; la vista meravigliosa dei panorami vi porterà alla meditazione. Oppure cavalcate selvagge nella prateria. Si cavalca all’Inglese, oppure s’impara l’andatura Americana, s’impara ad usare il lazo o si partecipa ad un rodeo. I Ranch si trovano nel sito web della Wind River Country , dove troverete soddisfazioni ad ogni vostro desiderio, anche le gite a cavallo di mezza giornata. Se volete completare la scenografia western, alcuni dei Powwow dei Nativi Americani della Wind River Reservation includono anche Indian Horse Racing, ove l’agilità e spericolatezza dei Nativi si esplica in cavalcate senza briglia e senza sella.

Se volete infine ammirare i cavalli allo stato selvaggio, nel sito del Wyoming BUREAU OF LAND MANAGEMENT potete trovare i luoghi consultando   cliccando sulla località di Lander. Oppure viaggiate con la vostra auto percorrendo l’Interstate 80 nella Wind River Country, e incontrerete il Pilot Butte Wild Horse Scenic Loop Tour che segue una serie di strade di campagna tra Rock Springs e Green River. Sono solo 40 km che offrono la grande opportunità di avvistare cavalli allo stato brado, nello scenario paesaggistico circondato dalle Uinta Mountain. Normalmente a Riverton – a fine settembre e poi nuovamente in primavera, ad aprile – si svolge un raduno di cavalli per le selezioni, è il Wild Horse Adoption Day che si tiene a Wyoming Honor Farm, fuori il paese di Riverton.

Per chi viaggia nel sud-ovest del Wyoming la sorpresa è il RED DESERT, una zona nella SWEETWATER RIVER VALLEY, riserva naturale di oltre 350 specie selvatiche dal puma al cervo, alla lince, al coyote, ai falchi ed alle aquile, oltre a 50.000 antilopi allo stato brado. Questa regione di oltre 2,5 milioni di ettari nel sud-ovest dello stato é la più ampia non recintata, più dura e remota, con un impressionante sistema ambientale, ancora libero e da esplorare negli USA: fantastici colori, pinnacoli, dune di sabbia, grandi spazi aperti e rocce preistoriche d’arte native Indiana, rimasta in forma di petroglifici e  teepee ring che ne delineano gli antichi accampamenti. La sua vuotezza può inizialmente sorprendere il viaggiatore , ma ad un’attenta esplorazione, il deserto attira sempre. Una delle mandrie più grandi di cervi del Nord America ha fatto del Red Desert la propria dimora. Ogni anno circa 50.000 antilopi pronghorn e 50.000 cervi mulo migrano nel Red Desert per l’inverno, e successivamente nell’Upper Green River Basin e nelle Wind River Mountain per l’estate. Il Red Desert é un habitat cruciale per queste specie. In primavera migliaia di galli cedroni vi si radunano per la danza dell’accoppiamento, da secoli.

Per migliaia di anni la regione é stata luogo sacro di preghiera per le tribù Shoshone ed Ute. Pionieri, Pony Express, coloni Mormoni e mountain men vi trovarono importanti segni che li condussero ad ovest verso Utah, Oregon, Washington e California.

La Sweetwater River Valley all’epoca delle corse all’oro si trovava strategicamente posizionata nel versante meridionale ove passavano le carovane di immigranti, per attraversare il Continental Divide. Le Oregon Buttes fu un punto di riferimento dei Pionieri nel deserto, quando passavano il Great Divide Basin.

Tutto è come 175 anni fa, ad eccezione dell’assenza delle grandi mandrie di bisonti. Cavalli selvaggi corrono liberi nelle praterie, nel proprio habitat naturale la Sweetwater River Valley. Circa 600 capi sono allo stato brado in questa zona del Wyoming e visitare il Red Desert è la migliore maniera per vederli.

Ogni anno il raduno dei cavalli si effettua tra Luglio e Novembre, per essere smistati e inviati in altre area del paese. Pronti per essere adottati.

Ci sono almeno 16 gruppi di mandrie di cavalli selvatici nello stato del Wyoming, in uno spazio che varia tra i 40 ed i 60 km. per mandria. Si possono vedere nella zona tra Jeffrey City e Gas Hills, nel Muskrat Basic Rock Creek Mountain.

Brochure in PDF cliccando sul seguente LINK 


LA FRONTIERA DEL WEST

La FRONTIERA AMERICANA comprende vari elementi: geografia, storia, folklore ed espressioni culturali della vita durante la continua espansione americana verso l’ovest, iniziata con gli insediamenti coloniali Inglesi agli inizi del 17° secolo e terminata poi con l’acquisizione degli ultimi territori diventati Stati, nel 1912.

Il folklore ricopre una buona parte del 19° secolo, specialmente ad ovest del Mississippi River. Grande attenzione mediatica popolare attirarono – infatti – i Western United States, tanto da definire il periodo OLD WEST o WILD WEST, esagerando spesso il romanticismo e la violenza dell’epoca.

Cos’é la Western Frontier se non i fatti storici legati alla creazione di comunità ed alla loro difesa, all’uso delle terra, allo sviluppo economico, ed alla formazione degli Stati?

Un periodo di vere conquiste, di fatica, coraggio, tenacia e resistenza. Di emigrazioni di genti ed incontri di culture. Di trattati con nazioni straniere e con gli Indiani Nativi. Battaglie e conquiste militari. Creazione di fattorie e ranch, poderi ed allevamenti di bestiame. Creazione di passaggi e percorsi, miniere ed estrazioni. Infine e soprattutto l’integrazione di immigranti Europei per diventare gli Americani che hanno creato una nazione traducendo una somma di valori e trasformandoli: uguaglianza, democrazia, ottimismo, individualismo e fiducia, ma anche violenza.

“Nessun’altra nazione ha preso tempo e spazio dal suo passato per produrre una costruzione dell’immaginario quale la creazione del West Americano.” – Dice bene David Murdoch nel suo trattato sull’American West

Approfittate del “pioniere” che è in ognuno di voi per scoprire la Frontiera nella RealAmerica!