Tradizioni in Wyoming

Lo stato del Wyoming ha avuto un impatto sulla cultura Americana così forte come nessun altro stato. Famoso per la sue catene montuose, le praterie erbose e la bassa densità della popolazione, il Wyoming conserva un’immagine romantica da oltre cent’anni. Nell’epoca del Wild West, c’erano mandrie di bisonti e cowboy. All’origine era abitato dagli Indiani Nativi Crow, Shoshone, Cheyenne, Arapaho ed Ute, ed il tema dei “Cowboys and Indians” del Wyoming é stato pubblicizzato in tutta l’America da Buffalo Bill e dal suo spettacolo Wild West Show.

Una delle immagini più iconiche quando si pensa al Wyoming è proprio il cowboy e l’ideale dell’ “Old West”. Il Western cowboy con un giovane a cavallo, che indossa uno Stetson e girovaga nelle terre selvagge é una figura che dura nel tempo, è pittoresca, bella e selvaggia.

Al contempo l’immagine del Wyoming trasporta alla creazione dello Yellowstone National Park e dei dude ranch del 19° secolo. La popolarità del cowboy é cresciuta collegandosi all’intensa idea della natura selvaggia, che mancava negli stati più urbanizzati. Così, mentre nel 19° secolo la zona orientale degli USA procedeva verso l’industrializzazione, il cowboy rappresentò l’idea di un ritorno alla natura, al mondo selvaggio e vergine ed all’ideale del west non ancora conquistato.

Con gli inizi del 20° secolo e la nascita del turismo, coincide l’aumento di popolarità dello spettacolo del Wild West show che contribuiva a mantenere l’idea del Wyoming quale luogo eccitante, pieno d’avventura, ove iconiche figure dominavano la terra. L’immagine del cowboy cambiò da quella abituale di qualcuno che conduce un lavoro solitario e monotono, in un vero e proprio eroe Americano, rappresentativo della forza, della determinazione e del fascino selvaggio della Frontiera del West.

Oggi l’immagine del cowboy richiama un ideale di vita passata, la frontier life, che nella realtà non fu poi tanto romantica o eroica. Il viaggiatore odierno può ritrovare nel Wyoming i valori nostalgici di una terra intoccata e di una vita semplice, schietta. Le tradizioni rimangono vive, così come l’immagine iconica del Rodeo, parte integrante della cultura Americana. Una tradizione che in Wyoming rimane in vita ed é pulsante da oramai più di un secolo.

Scoprite le tradizioni del Wyoming e rivivete il Western Style!


CODY

Il  Buffalo Bill Art Show & Sale  di Cody  é una vendita di oggetti e opere d’arte western che si relazionano a terra, gente, natura dell’American West. Gli artisti espongono una vasta gamma d’interpretazioni stilistiche del West, in dipinti ad olio, acquarelli, pastelli, sculture, ceramiche e altri materiali. Tutti i lavori sono artistici ed originali. La mostra d’arte è ospitata nella John Bunker Sands Photography Gallery del Buffalo Bill Center of the West, accesso gratuito ogni anno a settembre. L’evento principale include un’asta  il venerdì sera.

CODY GUNFIGHTERS SHOW: sparatorie a Cody

Una sparatoria stile wild west si svolge d’estate di fronte all’Irma Hotel dal Lunedì al Sabato, da Maggio a Settembre. Spettacolo gratuito, intrattiene la famiglia ed inizia alle 18.00 L’esperienza di un’attività tipica del Wild West dell’epoca dei fuorilegge e pistoleri; mostra il Wild West nella sua sfaccettatura pericolosa e selvaggia. L’evento si svolge sotto il portico dell’Irma Hotel, uno storico landmark così chiamato in onore della figlia di Buffalo Bill, Irma. L’hotel è ancora attivo ed offre un eccellente ristorante per chi prende parte al Gunfighters show.

Da Giugno a Settembre la Cody Cattle Company offre musica dal vivo western con artisti famosi, quali ad esempio Ryan Martin e la sua Triple C Cowboys Band. Divertimento per tutta la famiglia dalle 18.30. L’orario consente di continuare la serata partecipando ad uno dei rodei di Cody.Si serve anche un menù a buffet Chuckwagon style, ricco e tipicamente western, dalle 17.30 alle 20.

Ogni anno, la quarta settimana di Settembre, Cody celebra l’arte western con la RENDEZVOUS ROYALE , un’esposizione d’arte riconosciuta nazionalmente, un’asta della migliore arte western contemporanea, una sfilata di moda western, una mostra di opere dei migliori artigiani mobilieri western, seminari, tour di studio ed un elegante ballo quale gran finale per animare un vero festival western.


JACKSON

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ELKFEST: asta di corna di cervo a Jackson, Wyoming

Sulle montagne e nelle valli di Jackson la primavera è un periodo di transizione, di risveglio, di movimenti migratori e di spettacolo della natura. Ogni primavera migliaia di cervi che hanno trascorso l’inverno al National Elk Refuge, perdono le proprie corna prima di migrare verso i pascoli estivi. A Marzo le giornate si fanno più calde e più lunghe ed il mutamento ormonale nei cervi maschi causa la perdita delle corna. Nel giro di poche settimane perdono completamente l’armatura sul capo. Il nuovo set di corna richiede almeno quattro mesi per la crescita e lo sviluppo completo.
Ogni anno dopo che i cervi ritornano ai pascoli estivi, i Boy Scout locali raccolgono le corna sparse sul terreno e nelle valli: sono circa 6 tonnellate di corna! Una volta raccolte i Boy Scout le vendono all’asta sulla Town Squadre del centro di Jackson ai migliori compratori che giungono da varie destinazioni del mondo, per tramutarle in pezzi d’arredamento, decorazioni, gioielli e prodotti vari. Le corna sono raccolte solo ed unicamente da questi Boy Scout e dal personale dell’ Elk Refuge ogni primavera, tradizionalmente da Marzo a Maggio. Il National Elk Refuge si trova appena fuori la cittadina di Jackson ed è la più grande riserva per i cervi nel Nord America. Si stimano circa 9.000 cervi durante l’inverno ed i visitatori possono ammirarli da vicino effettuando escursioni guidate, da Dicembre ad Aprile, a bordo di carri-slitta trainati da cavalli.

Normalmente ilbull market a Jackson inizia il terzo weekend di Maggio, il Sabato mattina, prima che inizi la vera e propria asta dei Boy Scout. L’asta vende circa 5 tonnellate di corna nel giro di due ore. L’Elk Fest è un weekend intenso d’attività che ruotano intorno alla popolare piazza di Jackson, caratterizzata da quattro archi costruiti appunto con le corna di cervo. E’ una vera e propria celebrazione della natura, di vita all’aria aperta, alla “caccia di corna” ed anche un momento di riflessione ecologica.

Il prezzo medio pagato per le corna alla Jackson Hole Elkfest si aggira sui 14 US$ per 1/2 kg. In questo modo, ogni anno i Boy Scout guadagnano oltre 70.000 US$, ma l’ 80% del denaro ricavato dalla vendita è donato all’ Elk Refuge con lo scopo di acquistare il nutrimento per i cervi per la stagione successiva. Molte corna sono acquistate dai coreani per l’impiego nelle diverse medicine, anche gli afrodisiaci, o addirittura le pozioni d’amore! Gli artigiani comprano una buona parte delle corna per forgiarle in fibbie, gioielli e mobilia o decorazioni d’arredo. L’uomo ed il cervo a Jackson Hole stanno diventando l’uno dipendente dall’altro. I cervi dipendono dall’uomo per il sostentamento durante l’inverno, e l’uomo dipende dal cervo per apportare denaro nell’economia della comunità.

L’Elkfest che si ripete da una cinquantina d’anni comprende anche un Chili Cook-Off, performance musicali e l’inizio del raduno annuale dei Mountain Man.

Con la vendita delle corna, si contribuisce anche al rinnovo di uno dei quattro archi costruiti proprio con corna di cervo sulla Town Square di Jackson. Ogni arco é composto da almeno 2.000 corna e pesa almeno quattro tonnellate: all’incirca il peso complessivo delle corna vendute ogni anno dai Boy Scout durante l’asta di Maggio. Il ricavato e le donazioni di corna servono per rimpiazzare un solo arco della piazza ogni tre anni. Gli archi furono costruiti tra gli anni 1958 e 1970.


PINEDALE & DUBOIS

Fondata nel 1866, Dubois ha una storia ricca e tipica dell’Old West. Molti cacciatori, trapper ed esploratori sono passati attraverso la Upper Wind River Valley alla fine del 19° secolo, inclusi Kit Carson, Jim Bridger, e più tardi Butch Cassidy. Giace nella vallata tra le catene montuose Absaroka e Wind River, tanto che Dubois porta il soprannome di “Valley of the Warm Winds.” Marciapiedi di legno, architetture dell’epoca dei pionieri ed una storia molto ricca sono elementi che richiamano il visitatore in questo angolo autentico del Wyoming. Due sono le soste imperative a Dubois: il National Bighorn Sheep Interpretive Center ed Dubois Museum alla fine della Main Street. Il primo offre una spettacolare esperienza con esposizioni e mostre sulla bighorn sheep della Whiskey Mountain. Il Dubois Museum ospita reperti dei Nativi d’America, dei primi coloni e dell’industria delle traverse di legno della ferrovia.

I MOUNTAIN MAN

Prima ancora che i grandi miti dell’epopea del West corressero le grandi pianure e le montagne del Nord-Ovest, prima di Toro Seduto, di Cavallo Pazzo, del Settimo Cavalleggeri e di Calamity  Jane, altri personaggi percorrevano le vie della “frontiera” alla ricerca di ricchezza ed avventura. Erano i trapper o mountain man, i leggendari cacciatori che osavano spingersi là dove nessun uomo bianco aveva mai messo piede. Solitari e raminghi percorrevano le terre del Nord-Ovest alla ricerca delle preziose pelli e pellicce, destinate ad essere vendute nei mercati europei e delle metropoli americane della costa Est.
I Rendeszvous nacquero all’ inizio dell’ ‘800 dalla necessità per i cacciatori che battevano le piste del Nord-Ovest, di scambiare le loro pellicce con mercanti e Nativi della regione. Fino a quel momento, i trapper erano stati costretti a percorrere più di 1500 chilometri per raggiungere la città di St. Louis, dove avevano sede le più grosse compagnie di commercianti di pellicce. Il primo, storico Rendeszvous, fu organizzato da William Ashley della Missouri Fur Company, nelle vicinanze dell’attuale cittadina di Burntfork, nel Wyoming. Qui, un piccolo gruppo di trapper  che avevano cacciato durante tutto l’autunno e l’inverno incontrarono la carovana di rifornimenti guidata da Ashley. Scambiarono le pellicce con tabacco, caffè, whiskey, polvere da sparo e munizioni e ripresero la via delle montagne, nella certezza che, l’anno successivo, nello stesso luogo, avrebbero incontrato un’altra carovana.

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Fu così che ebbe inizio la tradizione dei Rendezvous: grandi raduni all’aperto a cui accorrevano centinaia di trapper, Nativi Americani e mercanti per commerciare, giocare d’azzardo, divertirsi, bere e rilassarsi al suono delle immancabili melodie del West. Il periodo d’oro di queste grandi fiere dell’Ovest fu dal 1825 al 1840, poi, il cambiamento delle mode e la diminuzione delle prede causarono il naturale declino di questi appuntamenti annuali, finché di essi non rimase che un vago ricordo nei racconti della “frontiera”.
Con il passare del tempo, personaggi come Toussaint Charbonneu, Jim Bridger, John Colter eHugh Glass si ammantarono di un alone leggendario ed attorno alle loro vite avventurose si venne a creare il mito del mountain-man: una sorta di cavaliere senza macchia e senza paura, che obbediva ad un codice etico-cortese di arturiana memoria. Avvezzi alle durezze della vita selvaggia, furono in realtà personaggi dalle vicende ricche di chiaro-scuri, spesso dai contorni violenti. Charbonnau fu protagonista della spedizione degli esploratori Lewis & Clark alla ricerca del passaggio a Nord-Ovest. Arruolato come interprete, ma pessimo nuotatore, si venne a trovare in grande difficoltà quando una bufera lo sorprese mentre pagaiava sulla sua canoa. Solo l’intervento della moglie Sacagawea, una Nativa Shoshone, riuscì ad evitare il peggio. John Colter, anche lui membro della spedizione di Lewis & Clark, è noto per essere riuscito a scappare ad un gruppo di BlackFeet, rimanendo nascosto per giorni sotto una diga di castori. Jim Bridger, a cui è intitolato il forte dove si svolge uno degli annuali Rendezvous, è famoso per le sue storie avventurose, alcune veritiere altre palesemente fantastiche. Raccontava, infatti, con la stessa genuina passione dei geyser dello Yellowstone e della foresta pietrificata, dove vivevano uccelli pietrificati che intonavano canzoni pietrificate.  Hugh Glass, infine, scampò miracolosamente ad una lotta mortale con un orso grizzly. Da solo, con una gamba rotta e ferito gravemente alla schiena, riuscì a giungere a Fort Kiowa dopo un’epica marcia di ben 320 Km.

Il Wyoming fu il territorio dove si svolsero la stragrande maggioranza dei Rendezvous ed oggi, a più di un secolo e mezzo di distanza, si avverte ancora il retaggio culturale di questa antica tradizione. Nei weekend di primavera e d’agosto, in molte località del Wyoming, colorate e divertenti rievocazioni delle grandi fiere dei trapper dell’Ovest propongono l’atmosfera del West dei primi dell’ 800: l’odore acre del fumo dei fuochi di campo si mescola con quello dei cavalli e delle pelli di camoscio invecchiate. Il crepitio dei fucili ad avancarica interrompe il ritmo dei tamburi e le melodie di improvvisati cantastorie; si sentono ancora le storie leggendarie di Jim Bridger, che i grandi cacciatori dell’Ovest raccontano volentieri a chiunque voglia sapere qualcosa delle loro solitarie avventure.
Ogni anno donne, uomini e bambini con la passione per la storia si vestono di pelli di camoscio, assicurano al terreno la loro tenda od il loro tepee, accendono il fuoco da campo e si preparano a rivivere i Rendezvous dei loro antenati.  Per parteciparvi ed assistere ad uno scorcio di storia della “frontiera”, ecco un elenco delle principali rievocazioni che si svolgono a partire dalla primavera in Wyoming:

– Mountain Man RendezvousJackson, nel nord-ovest del Wyoming: un raduno trapper con tornei di lancio di coltelli e tomahawk, gare di tiro con l’arco, danze e spettacoli vari. Ogni anno durante gli Old West Days a Jackson, verso fine maggio.

– 1838 Mountain Man Rendezvous, Riverton, nel nord-ovest del Wyoming. La rievocazione del più grande Rendezvous del 1838 si tiene nello stesso luogo dove furono allestite le fiere di quell’anno e del 1830: esibizione di fuoco con fucili ad avancarica, tornei di lancio di coltelli e tomahawk, attività per bambini, canti, balli ed altro ancora. Normalmente agli inizi di Luglio.

Green River Rendezvous, Pinedale, nel sud-ovest del Wyoming. Il Rendezvous di Green River fu uno dei più importanti della storia. Qui, nel 1835 le mogli di due missionari, Narcissa Whitman ed Eliza Spalding furono le prime donne non indiane a partecipare ad una fiera di trapper. Sempre a Green River, padre Pierre de Smet fu il primo prete cattolico a celebrare una messa nel Wyoming nel 1840. Tutti eventi che sono riproposti nella rievocazione annuale assieme a parate, alla ricostruzione del mercato ed a molto altro ancora. Organizzata per la prima volta nel 1936, è la rievocazione che vanta la tradizione più antica. A Pinedale si trova anche il Museum of the Mountain Man. Sempre durante il 2° weekend di Luglio.

– Sierra Muzzleloaders Mountain Man Rendezvous and Black Powder Shoot Saratoga, nel sud-est del Wyoming

E’ la rievocazione più amata dagli appassionati di tiro con fucile ad avancarica. Prevede gare di tiro con tomahawk, esibizioni varie, oltre, naturalmente, alla ricostruzione del mercato con i suoi personaggi. Si svolge generalmente a fine Giugno.

– Fort Bridger Mountain Man Rendezvous, Fort Bridger, nel sud-ovest del Wyoming

Giunto ad oltre una trentina di edizioni, è il secondo evento più grande del Wyoming dopo il Cheyenne’s Frontier Days e raccoglie ogni anno circa 40.000 persone. La rievocazione, che si tiene durante il Labor Day Weekend, a Settembre, prevede concerti di Bag Pipe – cornamuse scozzesi – e violini, danze dei Nativi, gare di tiro, attività per bambini e pittura del viso. Una cucina da campo propone anche le specialità culinarie degli uomini della “frontiera” dei primi dell’ ‘800. Il Fort Bridger Historical Site, l’avamposto intitolato a Jim Bridger, oggi è adibito a museo.

RENDEZVOUS

PINEDALE non é un caso che sia considerata tra le Top 10 True Western Town nel 2015 da True West Magazine. E proprio nel 2015 celebra gli 80 anni del Green River Rendezvous che é uno degli eventi culturali maggiormente attesi in Wyoming. Migliaia di persone si radunano ogni anno il secondo weekend di Luglio a Pinedale. C’è una parata, cibo, musica dal vivo, rodei, fuochi d’artificio, commercianti ed anche un derby di pesca per i bambini. Ma è solo ed unicamente a Pinedale che si acquisisce lo stile puro del trapper durante il Green River Rendezvous. Seguite i nostri 10 consigli per immedesimarvi nel ruolo e godere di questo fantastico raduno!

  1. Abbigliamento in stile dell’epoca dei Cacciatori di Pelli delle Rocky Mountain

Uomini e donne locali orgogliosamente indossano capi autenticamente storici dei mountain men, con tanto di accessori: camicie di caccia del 19° secolo, fatte a mano con pelli di cervo, pantaloni frangiati e cappelli di pelliccia con decorazioni di gioielli dei Nativi Americani. Agghindatevi nello stile richiesto al Green River “Rondy”.

  1. Perlustrate i luoghi del Green Rendezvous risalenti al 1833, 1835, 1836, 1837, 1839, & 1840.

Oltre ogni dubbio alcuni degli scenari di Pinedale sono veri national historical landmark, e non è casuale che proprio sei dei 16 Rocky Mountain Rendezvous siano proprio dislocati qui nell’Upper Green River Valley ove Horse Creek incontra il Green.

  1. Ammirate il fucile a ripetizione di Jim Bridger

Uno dei più importanti e famosi esploratori, mountain men e trapper, Jim Bridger contribuì alla fondazione della Rocky Mountain Fur Company nel 1830. Nel 1853, il suo amico e socio Louis Vasquez del Fort Bridger Trading Post gli donò il suo fucile – 40 caliber half-stock rifle – con un’incisione della Riflemaker W. Ogden di Owego, New York. Il fucile di Jim Bridger non poteva trovare miglior sede che nel Museum of the Mountain Man.

  1. Iniziate la vostra collezione del Rocky Mountain Fur Trade Journal

La storia del West Americano riunisce anche autorevoli pubblicazioni storiche quali il Rocky Mountain Fur Trade Journal, che debutta durante il Green River Rendezvous.  La testata offre un’edizione limitata ogni anno, quindi si può iniziare la collezione!

  1. Apprendete la destrezza della vita nelle foreste

Durante il picco dell’era dei commerci di pellicce, le pelli di castoro erano richiestissime proprio per la lanugine della pelliccia usata per decorare cappelli alla moda dei primi del 1800. Osservate un moderno  mountain man durante una dimostrazione di caccia e scuoiatura dell’animale: un vero talento che è stato preservato all’American Mountain Man Encampment del museo di Pinedale.

  1. Ascoltate cose GRANDIOSE 

The Green River Rendezvous raduna circa 500 mountain men, essenzialmente tutti gli American trapper e commercianti che lavorano nelle Rockies, così come centinaia e centinaia di Nativi d’America. Migliaia di persone s’incontrano tradizionalmente per rinnovare l’amicizia con vecchi amici, raccontarsi cose grandiose e celebrare un altro anno di sopravvivenza ricca di divertimento chiassoso!

  1. Giocate con giochi tradizionali Navajo

Lapita Frewin, un’artista Nativa Americana, insegna a bambini di tutte le età usanze di varie tribù tramite varie forme d’arte al Museum of the Mountain Man. I bambini apprendono arte e artigianato come ad esempio imparano a dipingere con la sabbia, “’petroglifici” e decorazioni, nonché a costruire giochi tipici dei Navajo.

  1. Seguite la “Prairie of the Mass”

In cima ad una collina c’é il Father De Smet Monument che fu aggiunto al National Register of Historic Places il 28 Aprile, 1970. Assistete alla celebrazione della prima vera messa accanto al luogo originale del primo Green River Rendezvous ove migliaia di Indiani, trapper e commercianti di pellicce si radunarono sulla prateria il 5 Luglio 1840.

  1. Assistete ad una rievocazione storica dal vivo

Green River Rendezvous Pageant é certamente la cosa più autentica da seguire al Rendezvous. Dal 1936, i residenti si riuniscono la seconda Domenica di Luglio per portare in vita gli eventi che hanno dato inizio al commercio ed agli insediamenti dei coloni nell’ American West. Nello scenario delle splendide Wind River Mountains, la rievocazione di Pinedale riunisce la storia dei mountain men, dei Nativi Indiani d’America, missionari e di tanti altri protagonisti che giocarono un ruolo importante nell’ epoca. Un evento da non mancare ed adatto a tutta la famiglia.

  1. Una bella rasatura fresca e pulita 

Dopo settimane e settimane i turbolenti mountain men riuscivano finalmente ad entrare in una cittadina per farsi fare la barba, cresciuta durante i mesi estivi e concedersi una tradizionale  “Rendezvous Beard Shaving” al Stockman’s Saloon. Le ragazze del Saloon si prestavano quali esperte barbiere richiedendo un bel po’ di $, ma riportando i volti dei mountain men freschi e puliti fino alla successiva stagione. 

AL CINEMA – Infine, con il film The Revenant  thriller western prodotto e diretto da Alejandro Gonzales Inarritu nel 2015 -, la cui sceneggiatura è tratta e riadattata da un romando di Michael Punke del 2003 – si parla di un famoso trapper. Il film – infatti – è parzialmente basato sulla vita dell’uomo di frontiera Hugh Glass (1780–1833), con interpreti quali Leonardo di Caprio, Tom Hardy, Will Poulter e Domhnall Gleeson. Nel 19° secolo Hugh Glass, cacciatore di pellicce é ridotto in pessimo stato da un orso, durante la caccia. I suoi compari lo derubano e lo abbandonano mezzo morto. Ma Glass sopravvive e giura vendetta ai traditori….


SHERIDAN

Don king Saddlery Sheridan by annalisa TESTO

Sheridan sulla 184 N Main Street DON KING gestisce un enorme emporio KING’S SADDLERY  che tratta selle, lazzi e cordami vari per chi monta a cavallo. Un inventario Western tra i più stupefacenti e completi, disponibile in un catalogo accurato per ordini anche dall’ estero. DON KING e i figli mantengono una tradizione di famiglia. Don iniziò a fare selle nel 1946 e poco dopo aprì la prima KING’S SADDLERY. Il suo talento gli fece ottenere un contratto di sei anni per la PRCA World Championship Saddle. Alcune di queste selle sono oggi in mostra al National Cowboy Hall of Fameed al PRCA Rodeo Hall of Fame. Tra gli onori conferiti a Don: Chester A. Reynolds Award della the National Cowboy Hall of Fame, The National Heritage Fellowship for the Folk Arts dalla National Endowment for the Arts ed il Governor’s Quality Business Award per lo Stato del Wyoming. Don é anche stato socio fondatore della TCA (Traditional Cowboy Arts) Association.

Circa 30.000 i lazi in inventario di estrema qualità a spediti in tutto il mondo. Accanto all’emporio si trova il Museo: The Don King Museum nel quale si trovano almeno un trentennio di devozione famigliare artigianale nel forgiare non solo selle ma anche nel collezionare memorabilia western  e di cowboy da tutto il mondo. Centinaia di selle sono allineate sulle pareti, carri pionieristici perfettamente conservati, carri e  manufatti Indiani, armi, decorazioni ed arte Western.

Lazi Don king Sheridan Annalisa testo