Tradizioni in North Dakota

“Open range” si ricorda un’epoca ove non esistevano staccionate e le mandrie pascolavano libere nella prateria; non erano separate in recinti, i capi di bestiame venivano marchiati, i vitelli selezionati con le madri durante l’annuale round-up. L’open range del North Dakota sembra essere scomparso dall’American West, ma le terre del North Dakota rimangono sempre selvagge e leggendarie: la forte naturale bellezza del North Dakota è innegabile. Le praterie aperte si estendono per chilometri, fiumi e laghi abbondano di pesci, senza contare la solide ed uniche formazioni rocciose delle Badlands. Queste terre e queste acque rappresentano lo spirito selvaggio del North Dakota e le sue storiche tradizioni.

La tradizioni richiamano l’epopea della Frontiera nei territori Dakota. La fame nell’attirare emigranti, promuovendo racconti che celebravano il “Mito del North Dakota”! Il mito dei giardini, la filosofia del lavoro per vincere, la promessa di realizzare l’American Dream con una casa assicurata grazie al duro lavoro, nonché l’immagine di un impero costituito da gente tenace, giusta e buona.

In tutto questo la ferrovia ed il treno aprirono questa area all’agricoltura commerciale, vera e propria energia della colonizzazione dello stato, alle famose fattorie “bonanza”, alla forte immigrazione in questa vallate tra il 1878 ed il 1884.

Ed ecco che all’impavido cittadino del North Dakota si uniscono i Tedeschi che dalla Russia – ove vivevano da generazioni lungo il Fiume Volga – giungono per portare con sé l’agricoltura avanzata, metodi di nuova ruralità, religione, cultura e lingua che si intrecciano, pur rimanendo distinti, all’American West.  Gli immigranti hanno scavato il proprio posto nella praterie del  North Dakota. E’ la vera mitologia del nucleo, della tradizione della proprietà colonica.

La terra rimane la più ricca tradizione del North Dakota ed é anche il tema centrale di tanta letteratura, poesia, storia, viaggi. Gli stessi temi continuano ad accompagnarci nel viaggio in North Dakota: la bellezza della terra, la sua qualità d’essere spietata, il conforto, la forza, l’uniformità ed il duro lavoro che il North Dakota da sempre richiede per sopravvivere e farcela.

Tutto si basa sulla gente e la relazione con la terra. In North Dakota i paesaggi sono poco cambiati dalle prime impressioni d’un tempo, così come le relazioni tra la gente e la terra.

Fu proprio il North Dakota che per secoli fu popolato dalle tribù native dei Mandan, Hidatsa, Arikara, Sioux e Chippewa con lo sviluppo di una agricoltura avanzata ed una società dedita ai commerci. Ed è proprio in questo stato che Theodore Roosevelt  fu sedotto e si formò, tanto che il suo Elkhorn Ranch potrebbe essere tranquillamente definito “Walden Pond of the West”.

Scoprite le tradizioni del North Dakota. Le sue cittadine pionieristiche sono un testamento al duro lavoro di un passato non troppo remoto; storie che non scompaiono, gemme nascoste e luoghi perfetti per riflettere su tempi più semplici e su questi luoghi così accessibili, se comparati a stati molto più popolati.


BONANZAVILLE VILLAGE

Lo storico Bonanzaville Village  (West Fargo) è un villaggio di pionieri che si estende su  5 ettari ed è composto da edifici storici dei pionieri della regione. Negli anni è stato in grado di raccogliere ben 43 edifici storici ed anche altri numerosi musei, tra i quali Eugene Dahl Car Museum, Eagle Air Museum, Tractor Museum, Law Enforcement Museum, oltre a 400.000 oggetti e milioni di memorie. Di nota il Cass County Museum aperto tutto l’anno con informazioni e reperti del Nativi d’America della Red River Valley, le bonanza farms ed i coloni, nonché la modernizzazione del North Dakota. Per una immersione nel Wild West, dedicarsi all’ Horse Drawn Vehicle Building: carrozze, carretti, diligenze e carri dei pionieri, ed una replica di una diligenza Wells Fargo. La curiosità sono i carri funebri trainato da cavalli delle funeral home Fredrikson e Brakke di Davenport, ND. Il Bonanzaville dispone di tour, eventi speciali e programmi nel corso dell’anno. Il Bonanzaville Village è gestito dalla  Cass County Historical Society, che svolge la sua missione di collezionare, esporre e interpretare il patrimonio storico rilevante e la tradizione culturale della Red River Valley del North Dakota. Questa – infatti – é la più vasta attrattiva del genere nella regione, e c’é di tutto per tutti. Tra gli eventi estivi: famosi i PIONEER DAYS  ogni anno a metà ad Agosto, per due giorni consecutivi: una celebrazione della storia pionieristica nel suo set ideale; dimostrazioni di attività artigianali pionieristiche, intrattenimenti, musica, programmi divulgativi, vendita di pietanze e specialità culinarie. Tutto il villaggio si anima con la vera storia. 


LE BONANZA FARM

La ricchezza di fattorie della Red River Valley: le Bonanza farms, che sorsero nell’ultima parte del 19° secolo, furono un gran successo specialmente nelle Great Plains e nel West. La parola bonanza, che deriva dallo spagnolo e significa letteralmente “bel tempo”, fu coniata nella metà dell’800 e si usò per riferirsi ad ogni fonte di grande ed improvviso benessere, includendo le miniere ricche di minerali.

Il fiume forma un confine tra North Dakota e Minnesota, e scorre a nord verso il Canada, ove poi si getta nel lago Lake Winnipeg. La valle è estremamente fertile ed anche negli anni 1870 fu ideale per l’uso dei macchinari agricoli, essendo piatta e priva di alberi, di sassi o rocce. Fin dagli anno 1840 gli Americani sognarono una ferrovia attraverso il Nord-Ovest fino al Pacifico. Nel 1864 il Congress approvò lo sviluppo della strada ferrata e concesse alla Northern Pacific Railway Co. almeno 129.000 Kmq. Di terre pubbliche. Tre anni dopo si cominciò la costosissima costruzione della ferrovia, che dilapidò le risorse tanto che la NP fallì, sospendendo la costruzione. Per accogliere fondi la NP si offrì di vendere i suoi milioni di terre, ma la vendita fu di scarso successo. Così che si passò alla vendita delle azioni. Grandi azionisti, per lo più uomini d’affari del Nord-Est cambiarono le proprie azioni per grandi appezzamenti di terra, con la speranza di trarne profitto.  Tra questi George Cass e George Cheny che assoldarono Oliver Dalrymple, un contadino coltivatore di frumento che era fallito dal suo commercio speculativo, per gestire le terre che divennero le prime  bonanza farms. La misura media di una bonanza variava dai 1.200 ai 2.800 ettari, di cui alcune molto più grandi. La più grande fu  Grandin Farm di una famiglia della Pennsylvania, consistente In 99 sezioni, di cui   18.000 campi coltivati a frumento. Le bonanza farms furono il sogno del venditore di equipaggiamento agricolo! Nel 1878 la Cass-Cheny farm aveva 84 aratri, 81 erpici, 67 carri, 30 seminatori, 45 raccoglitori ed 8  trebbiatrici. Solo i macchinari più costosi erano conservati sotto un riparo. Spesso aratri, erpici, inseminatori e trebbiatrici venivano usati con una grande frequenza e si consumavano velocemente, rendendo così la rimessa poco economica.


MEDORA MUSICAL

Il Medora Musicalé considerato il “Greatest Show in the West” o “the rootin’-tootinest, boot-scootiest show in all the West!” e si tiene nello splendido anfiteatro outdoor  Burning Hills Amphitheatre nelle North Dakota Badlands, tra Giugno e Settembre. Nominato tra i Top 100 Events 2008, questo varietà di western musical é un favoloso intrattenimento per tutta la famiglia, pieno d’energia, canti e danze con un gran finale patriottico. Una porzione dello spettacolo é stata riconosciuta tra i  top 15 North Dakota USA eventi e festival che sono dedicati al 26° Presidente, Theodore Roosevelt.


TATANKA FESTIVAL

White Cloud il bisonte bianco femmina che risiede al National Buffalo Museum and Cultural Center di Jamestown  ed è sacro in molteplici religioni dei nativi Americani, é un raro esempio di albino che viene celebrato ogni anno al Tatanka Festival  a Luglio.

Tra i molteplici eventi del festival una parata per bambini, una caccia al tesoro, la parata White Cloud parade una esposizione d’auto d’epoca classiche. La  Jamestown Speedway ospita una gara in serata, seguita dallo spettacolo pirotecnico allo Stutsman County Fairgrounds, il Paint the Sky Fireworks show.

In città anche la statua monumento del bisonte più grande del mondo: il Buffalo Monument.


COWBOY YOU IN NORTH DAKOTA!

Quale migliore esperienza dell’Old West se non avventurandosi a cavallo ?

Provate i sentieri al Theodore Roosevelt National Park, un’esperienza in un working guest ranch oppure il percorso a cavallo dello splendido Maah Daah Hey Trail.

Se non volete cavalcare e volete stare a guardare chi sa cavalcare molto bene, allora godetevi un rodeo. Ce n’è uno ad ogni angolo in North Dakota, inclusi i Roughrider Days di Dickinson a Luglio, i Mandan Rodeo Days, sempre agli inizi di Luglio, il Killdeer Mountain Roundup Rodeo, inizi Luglio, il  Champions Ride Saddle Bronc Match, ad Agosto. Giusto per citarne alcuni.

Trovate il cowboy che é in voi al ND Cowboy Hall of Fame in Medora. Questo museo mette in mostra l’attività ranching ed il Rodeo, la guida delle carovane, i coloni e lo sport del rodeo, nonché l’impatto del cavallo nella vita delle praterie del North Dakota.

Oppure camminate semplicemente sulle strade della cittadina rurale di Medora. Alcuni giunsero qui dalle badlands per necessità, altri per l’avventura western, altri per provare l’esperienza delle vita di frontiera. Medora e tutto il suo circondario delle badlands sono così ricche di storie e leggende. Se volete l’avventura in un solo giorno provate ad assistere anche al Medora Musical, un varietà veramente incredibile nel cuore delle North Dakota Badlands. In questo musical c’è il concentrato del country moderno, del western, del gospel e della musica patriottica con tanto di cavalla veri sul palcoscenico!

Il Theodore Roosevelt National Park offre maestosi scenari delle Badlands, abbondante fauna selvatica e tutti i tipi d’avventura. La South Unit del parco é accessibile da Medora e conserva il primo bungalow di Roosevelt agli inizia della sua impresa ranch, l’originale Maltese Cross Ranch. La North Unit é vicino a Watford City, sede del Long X Trading Post Visitors Center, che illustra il lifestyle dell’attività ranching e della conduzione delle carovane nel 1880. Il nome Long X Trail deriva proprio dall’ultima tappa della transumanza del bestiame che veniva portato dal Texas e che terminava qui.

Bismarck per molti fu l’inizio del wild-west. Fort Abraham Lincoln fu la dimora del Generale George Custer e del 7° Cavalleggeri. La loro missione fu di assistere al prolungamento ed avanzamento della strada ferrata della Northern Pacific Railroad, ed aprire l’espansione verso l’ovest della frontiera Americana. La storia di questo soldati terminò però con la Battaglia di Little Big Horn; ciò nonostante oggi si può fare un salto nel 1875 visitando la Custer House.

La casa ricostruita presenta molti oggetti che fecero parte della dimora originale del Generale e di sua moglie quando soggiornarono in North Dakota.

Tanto sull’espansione verso la frontiera, sul cowboy lifestyle e sulla colonizzazione del west si vede al North Dakota Heritage Center allo State Capitol di Bismarck. Mostre illustrano le storie di vita delle praterie settentrionali a controllare il vasto impero di praterie fino alle lotte ed ai successi di coloni e dei pionieri.

Tra le leggende dei cowboy del North Dakota non si può annoverare solo il Generale Custer. Louis L’Amour è cresciuto al tramonto della frontiera Americana, a Jamestown. Theodore Roosevelt   giunse la prima volta nelle badlands nel Settembre 1883 e venne affascinato dal business delle mandrie, investendo nel Maltese Cross Ranch, poi costruendo successivamente l’Elkhorn Ranch. Vi soggiornò numerose volte,

I never would have been President if it had not been for my experiences in North Dakota.”