Film Girati in Montana

Il celebre film di Robert Redford, L’Uomo che Sussurrava ai Cavalli, è stato girato nel sud del Montana e più precisamente ai piedi delle catene montuose Absaroka e Beartooth. Anche In Mezzo Scorre il Fiume con Brad Pitt e Non Bussare alla mia Porta sono stati girati nel Montana sudoccidentale. Billings ha ospitato la serie televisiva Son of the Morning e il film Cuori Ribelli. La serie televisiva Return to Lonsome Dove è stata girata a Virginia City mentre la Flathead Valley ha fatto da sfondo al film d’azione con Kevin Bacon Il Fiume della Paura.


NON BUSSARE ALLA MIA PORTA

Il film di Wim Wenders,  Non Bussare Alla Mia Porta-Don’t Come Knocking –, fu distribuito in Italia nel Settembre 2005. Attori: Sam Shepard e Jessica Lange.

Il film che rivela totalmente il grande amore del regista tedesco per la cultura a stelle e strisce, è un omaggio al cantore dell’epopea della conquista del West, John Ford, alla mitologia dell’ovest e alla solitudine dell’uomo davanti ai grandi spazi. Il regista avrebbe voluto girare nei luoghi di John Ford, nella Monument Valley. “E’ stata una delusione andarci, ormai quei bei paesaggi sono troppo legati agli spot pubblicitari. Ti vengono subito in mente le sigarette”. Quando Wenders andò in Montana, dice di aver “capito perchè era il posto ideale: perchè era familiare a tutti, universale. Volevo trovare un posto a cui ci si sente di appartenere e quei paesaggi sono nella testa di tutti. Così ho scelto quei luoghi e i miei amici attori hanno saputo ben tradurre la mia solitudine davanti a quei paesaggi”.

Wim Wenders scelse Butte nel Montana per girare una buona porzione del film.

Butte è una cittadina-fantasma sperduta sotto il Grande Cielo (Big Sky, lo Stato del Montana); sembra inventata apposta per dilatare l’occhio dell’anima di Wim Wenders, colpito per il suo look, unico nel suo genere: grandi palazzi in mattoni di 12 piani come sulla Broadway di New York, ampi viali.

Butte è stata famosa per l’estrazione di oro, argento e rame, tanto da guadagnarsi il titolo di “The Richest Hill on Earth”. Attirò lavoratori da numerosi paesi del mondo, anche dall’Italia. L’influsso migratorio diede alla città la nomea di città aperta al vizio, per i famosi saloon ed il quartiere a luci rosse, chiamato “Line” situato sulla Wyoming Street, con eleganti bordelli, tra i quali il famoso Dumas Borthel – oggi museo della storia della città – considerata la casa per prostitute più longeva degli USA. Oggi Butte è una città che è l’ombra del suo fulgido passato economico, ma ancora conserva caseggiati e palazzi del periodo del boom economico. L’estrazione mineraria rimane una delle voci economiche più importanti, benché fortemente ridotta rispetto a trent’anni fa. Il vecchio Uptown district, con gli edifici antichi e decadenti del 1900 contribuisce al sapore di città-fantasma.

Butte ha affascinato il regista tedesco che vi è tornato molteplici volte, tanto da convincerlo a prendere la città in considerazione nel 2002, per il progetto di Don’t Come Knocking, storia di una star del film western – Howard Spence (Sam Shepard) che prova ormai disgusto e riluttanza per la sua vita trascorsa tra alcool, droghe e sesso. Si rende conto che se dovesse morire all’istante nessuno ne proverebbe dolore né verserebbe una lacrima. Poi, di colpo, scopre di avere un figlio da qualche parte in America. Questo è un raggio di luce, di vera speranza: vede che la sua vita non è trascorsa invano. Comincia la ricerca di questa giovane donna o giovane uomo e scopre una vita intera, perduta. Attraversa il Nevada, arriva nel Montana e ritrova Doreen (Jessica Lange), una delle sue antiche fiamme. Trova anche il figlio Earl (Gabriel Mann), musicista di pub, che non ne vuole sapere di conoscere un padre che mai si era interessato a lui. A sorpresa trova anche una figlia (Sarah Polley) che invece sul suo mito era cresciuta.

Ma il film acquista valore per l’elemento portante: l’America bellissima di Wenders, vasti cieli azzurri, brandelli di nuvole candide, strade solitarie, pianure polverose.


IN MEZZO SCORRE IL FIUME

Chi ha letto l’inizio e la fine del libro di Norman Maclean “A River Runs Through it” sa che sono alcune tra le più belle frasi del romanzo. Robert Redford ha girato il film nel 1991, aprendo e chiudendo la pellicola con la voce del narratore che ripete le medesime frasi di Maclean, terminando la storia con la scena di un anziano uomo che sta in un fiume, durante una serata in Montana, pescando a mosca. In In Mezzo Scorre il Fiume non vengono citati i luoghi, ma la confluenza delle montagne aspre, vallate verdi e percorsi fluviali attirano quanto la storia narrata. Il tema di una famiglia, dell’amore e della perdita sono perfettamente rappresentati da Redford che cattura i paesaggi vergini così come lo sono le intenzioni dei personaggi del film.

In un’esperienza nel Montana risulta facile dimostrare chiaramente le parole di Paul a Norman, che lo invita ad andare con lui a Chicago:  “Oh, I’ll never leave Montana, brother,”. Il Montana é uno stato di meraviglie pure, bellezze pulite e naturali. La bellezza degli aspetti delle Rockies del Montana sono perfettamente riprese nel film: una storia nella storia come la narra lo scrittore Norman Maclean. Lo sport del fly fishing è esaltato ad arte, come la storia di una famiglia é un’aspra e maestosa frontiera. Il film documenta un’epoca, un luogo ed eventi degli Stati Uniti che furono monumentali ed al contempo aspri. Se molto del film si concentra sulla relazione tra due fratelli ed i conflitti della vita all’ombra di un padre ministro presbiteriano, molto tratta dell’amore condiviso per  il fly fishing alla trota nei fiumi del Montana e l’esperienza nel farlo, mentre si cresce.

  • Le trote usate nel film erano d’allevamento e furono tenute aerate in uno speciale contenitore, in attesa di essere riprese dalla telecamera. Non furono usati ami, non ci fu sangue. Criteri particolari furono adottati per osservare le regole della Montana Human Society.
  • Il Fly shop di Dan Bailey a Livingston é il luogo ove Robert Redford si é rivolto per trovare un esperto di pesca-a-mosca, il Fly Fishing Advisor per il film.
  • Le scene di congregazione in chiesa sono state girate nella Redeemer Lutheran Church di Livingston.
  • Il film fu girato nei fiumi Upper Yellowstone, Gallatin, Boulder e sul Blackfoot River ove la storia si svolge nel romanzo.
  • Il romanzo si svolge a Missoula ma le scene sono state girate nella zona di Bozeman, a tre ore d’auto ad est: a Livingtson nel sud del Montana, sulla Front Street.

L’impatto del film sia per la pesca a mosca sia per il Montana fu immediato. L’industria del fly fishing vide un incremento del 62% nel 1992, quando uscì il film e crebbe ulteriormente di un altro 60% nel 1993. Dopo il film, pescatori d’ogni età arrivarono nel Montana per pescare, soprattutto nel versante sud-orientale dove “River” fu filmato. Molte delle cime del Gallatin Range raggiungono i 3.000 mt e il versante meridionale raggiunge la parte più settentrionale dello Yellowstone National Park: la catena montuosa è parte vitale dell’ecosistema del Parco dello Yellowstone. E’ per usare le parole di MacLean: “A world with dew still on it.”

Inoltre, molti visitatori furono attirati in Montana non tanto per la pesca, bensì per la bellezza dello stato così come filmata, tanto da vincere un Academy Award per la cinematografia di Philippe Rousselot.


L’UOMO CHE SUSSURRAVA AI CAVALLI

“The real West is romantic enough just as it is and powerful in its real dimensions, not bigger than life” Robert Redford.

Il film di Robert Redford “L’uomo che sussurrava ai cavalli“-The Horse Whisperer del 1998 é stato girato in Montana. Qui Redford trovò la combinazione perfetta tra la dimensione delle praterie e delle montagne e la drammaticità delle storia narrata nel film. L’Uomo che Sussurrava ai Cavalli narra la storia di un uomo che un ha potere, così come lo hanno la terra e lo spazio vasto del Montana.

  • Il Ranch scelto da Redford nel Montana – il fittizio Double Divide Ranch del film – si trova nella zona di Livingston, a circa 1 ora dalla cittadina. Il ranch della famiglia Engle è un vero working ranch da generazioni. Sorge tra un fiume e le montagne, con splendide panoramiche, circondato da un’ambientazione meravigliosa.
  • L’approccio alla vita del ranch americano del West contemporaneo è stato enfatizzato anche dall’abbigliamento del rancher, in predominanza con capi di Levis, Wrangler, Woolrich e Carhart con gli stivali da cowboy Justn Boots ed il cappello di Bailey.
  • Il personaggio di Tom Booker è un puro, un uomo della terra ed è anche un guaritore, un uomo intenzionalmente semplice. Il cappello indossato da Robert Redford fu creato appositamente dalla Rocky Mountain Hat Company di Bozeman, dal mastro cappellaio John Morris. La sella di Tom Booker fu fatta dal mastro sellaio Chas Weldon di Billings.
  • Il film fu girato nelle Contee di Park e Sweet a partire dal mese di giugno, la vera primavera nelle Rocciose, quando la natura è satura di verde ed è terminato il disgelo.
  • Redford si concentrò molto sull’accurata presentazione del cavallo e della gestione di esso, il carattere e la relazione del cavallo con la gente. L’approccio al training del cavallo è simile quello usato per la pesca mosca nel film Il Fiume Scorre in Mezzo: per entrambi i film furono usati speciali istruttori per la corretta metodologia. Un rappresentante dell’ American Humane Association presenziò sul set ogni giorno: la protezione dell’animale sul set è stata particolarmente curata. Il desiderio di autenticità nel presentare l’arte naturale di horsemanship prese ad esempio Brannaman modello chiave del personaggio di Tom Booker dal romanzo di Nicholas Evans. Brannaman gestisce almeno una quarantina di clinic ogni anno in America ed in Australia lavorando almeno con circa 2.000 cavalli da 15 anni. I suoi metodi unici di trattare animali con problemi gli ha valso un riconoscimento internazionale. Brannaman è nato e cresciuto vicino a Norris, Montana ed ha sempre voluto essere un cowboy;  ispirandosi al padre cominciò a cavalcare in giovane età e ad esercitarsi con il roping con il fratello. Redford ha seguito numerosi seminari di Brannaman, che vive oggi vicino a Sheridan (Wyoming) e continua ad insegnare con un calendario di clinic tutto l’anno, in tutti gli Stati Uniti.
  • Nel film c’è anche una scena di marchiatura dei vitelli, effettivamente avvenuta nella realtà sulla scena del film.
  • Inoltre la giovane Grace McLean interpretata da Scarlett Johansson, assiste ad una barn dance che si tiene al Double Divide Ranch. La giovane cantante che suona con la band musicale è Allison Moorer, cantautrice. Redford ha voluto inserire delle canzoni Western che simbolizzassero purezza come tutta la musica Western ed ha volutamente scelto la musica non necessariamente cowboy, ma radicata nel West, nelle sue tradizioni e valori. La ballata di Alison Moorer e Gwil Owen – A Soft Placet to Fall – vince poi un premio quale miglior canzone. Alcuni artisti vi hanno pertanto contribuito ed il compositore Thomas Newman ha composto il suo originale brano orchestrato del film.